NEWS

Rinnovabili negli edifici nuovi e ristrutturati: l’obbligo del 35% scatta dal 2014

cattive abitudini domestiche

L'obbligo del 35% di rinnovabili negli edifici nuovi o ristrutturati scatta dal 2014. Via libera dalla Camera al ddl di conversione del Decreto Milleproroghe. L’Aula ha annullato alcune decisioni del Senato, come quella di far slittare di un anno l’obbligo di dotare gli edifici nuovi o ristrutturati di impianti che producano almeno il 35% dell’energia sfruttando le fonti rinnovabili. L’obbligo di dotare gli edifici nuovi e quelli sottoposti a ristrutturazioni rilevanti di impianti di produzione di energia che ne producano almeno il 35% da fonti rinnovabili scatta da quest’anno.
Le percentuali di rinnovabili da utilizzare negli interventi restano quindi quelle indicate dagli scaglioni temporali previsti dal Decreto Legislativo 28/2011:

- il 20% per le richieste di titolo edilizio presentate dal 31 maggio 2012 al 31 dicembre 2013;
- il 35% per le richieste di titolo edilizio presentate dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016;
- il 50% se il titolo edilizio è rilasciato dal 1° gennaio 2017.

Il mancato rispetto delle percentuali causa il diniego del titolo edilizio.

La Camera conferma quanto approvato dal Senato per mettere al riparo dai ricorsi gli interventi di messa in sicurezza delle scuole. Per effettuare i lavori di messa in sicurezza, ristrutturazione e manutenzione straordinaria degli edifici scolastici, cui il Decreto “del fare” 69/2013 ha destinato 150 milioni di euro, nelle regioni in cui si sono verificati rallentamenti a causa dei ricorsi contro le graduatorie, il termine oltre il quale il mancato affidamento dei lavori comporta la revoca dei finanziamenti slitta dal 28 febbraio al 30 giugno 2014.
Il testo dovrà tornare al Senato per la convalida definitiva.


Istat: consumi elettrici in calo, crescita delle rinnovabili, riduzione delle emissioni di gas serra
Pubblicata la sesta edizione del Rapporto “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo”

cattive abitudini domestiche

Riduzione delle emissioni di gas serra, consumi pro capite di energia elettrica inferiori rispetto alla media europea, crescita delle rinnovabili, calo della spesa per la tutela ambientale da parte delle amministrazioni regionali.
A fornire questi e altri dati è la sesta edizione del Rapporto dell'Istat “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo” , che offre un quadro d’insieme dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del nostro Paese, della sua collocazione nel contesto europeo e delle differenze regionali che lo caratterizzano.

Emissioni di gas serra

Nel 2011 l’Italia riduce del 2,3 per cento le emissioni di gas serra rispetto al 2010 (488,8 milioni di tonnellate di Co2 equivalente) e si avvicina all’obiettivo di massima emissione fissato dal protocollo di Kyoto. Le regioni con emissioni pro capite più ridotte sono tutte localizzate al Sud.
Nel 2013 il 36,7 per cento delle famiglie italiane segnala problemi relativi all’inquinamento dell’aria nella zona di residenza e il 18,7 per cento lamenta la presenza di odori sgradevoli. Sul territorio, il Nord-ovest si caratterizza per percentuali più elevate di famiglie che segnalano entrambi i problemi.

Consumi elettrici

In Italia il consumo pro capite di energia elettrica risulta inferiore alla media europea e a quello degli altri paesi di grandi dimensioni. Nel 2012 i consumi elettrici sono pari a 5.082,9 kWh per abitante. Rispetto al 2011, il consumo complessivo aumenta nel settore dell’agricoltura e in quello terziario, mentre si riduce nell’industria e nel settore domestico.
La produzione lorda di energia elettrica registra un valore pari a 50,3 GWh per diecimila abitanti, in lievissima flessione rispetto al 2011 (51,0). Nell’ultimo anno la produzione si riduce nel Nord-ovest e nel Mezzogiorno, mentre risulta un lieve aumento nel Nord-est e nel Centro.

Rinnovabili

Continua ad aumentare la quota del consumo interno lordo di energia elettrica coperta da fonti rinnovabili, che raggiunge circa il 27 per cento (+3,1 punti percentuali rispetto al 2011). A livello di distribuzione territoriale delle fonti rinnovabili, l’apporto idrico prevale nelle regioni montuose, la fonte eolica nel Mezzogiorno. È invece sostanzialmente uniforme sul territorio nazionale lo sviluppo della produzione elettrica da biomasse, mentre la Toscana è la sola regione a produrre energia geotermica.

Tutela ambientale

La spesa pro capite delle amministrazioni regionali per la tutela ambientale, nel 2011, è di 69 euro, in diminuzione rispetto al 2010. A livello territoriale, la spesa è largamente superiore alla media nazionale nel Mezzogiorno (circa 111 euro), mentre risulta molto inferiore nel Nord-ovest (33,8 euro per abitante).

Rifiuti

Nel 2011 sono stati raccolti 528,1 kg di rifiuti urbani per abitante, 8,9 kg in meno rispetto allo scorso anno. A livello territoriale, le maggiori quantità di rifiuti urbani si raccolgono nelle regioni del Centro. Con oltre 220 kg pro capite di rifiuti urbani smaltiti in discarica, l’Italia si colloca molto al di sopra della media europea. Nonostante il trend costantemente decrescente, viene smaltito nelle discariche ancora circa la metà (42,1 per cento) del totale dei rifiuti urbani raccolti.
Il 37,7 per cento dei rifiuti urbani viene avviato a raccolta differenziata, (+2,5 punti percentuali rispetto al 2010). Il Nord-est detiene il primato con il 55,3 per cento.

Verde urbano

Nel 2012 il verde urbano copre in media il 2,8 per cento del territorio (oltre 570 milioni di m2) dei comuni capoluogo. Tale quota corrisponde a una disponibilità pari a 31,4 m2 per abitante, con un incremento della superficie complessiva, rispetto al 2011, di circa l’1 per cento. Il 15,3 per cento della superficie comunale è inclusa in aree naturali protette (valore sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente).

Fonte:caseclima.com


Ecobonus: detrazioni confermate al 65% e al 50% anche per il 2014
Nella legge di stabilità le detrazioni fiscali vengono confermate per tutto il 2014 con le quote vigenti: 65% per gli interventi di efficienza energetica e 50% per le ristrutturazioni edilizie semplici, che come sappiamo comprendono anche l'installazione di impianti fotovoltaici. Caleranno progressivamente dal 2015.

cattive abitudini domestiche

Nella legge di stabilità approvata ieri in Consiglio dei ministri, contrariamente a quanto ci si aspettava vedendo le bozze in circolazione, non c'è la riduzione progressiva ventilata dei due sgravi fiscali, quello del 65% per gli interventi di efficienza energetica e quello del 50% per le ristrutturazioni edilizie semplici.
Fino al 31 dicembre 2014 i due bonus resteranno come sono: appunto al 65% per gli interventi di efficienza energetica e al 50% per le ristrutturazioni edilizie semplici, che come ben sappiamo comprendono anche l'installazione di impianti fotovoltaici.
La riduzione progressiva delle percentuali è prevista solo a partire dal 2015, quando l'ecobonus scenderà dal 65 al 50% e lo sgravio per le ristrutturazioni dal 50 al 40%, mentre nel 2016 la quota detratta sarà del 36% per entrambe le misure.
La legge di stabilità ora deve passare per il Parlamento che ha tempo fino al 31 dicembre per esaminarla ed emendarla.

Fonte:qualenergia.it


Nelle scuole green si vive meglio e si impara di più
Un report GBC australia riferisce che una corretta climatizzazione e illuminazione aumenterebbe di un quarto le performance di apprendimento e chiedono alle istituzioni di incentivare l'edilizia green per le scuole.

cattive abitudini domestiche

Che qualsiasi attività svolta in un luogo confortevole e in condizioni ottimali dia risultati migliori è risaputo. Ma è interessante associare i benefici ottenibili a delle percentuali ben precise. In Australia ci ha pensato il Green Building Council, che ha pubblicato un report sull'incidenza che ha una corretta progettazione degli istituti scolastici sull'apprendimento degli alunni.
L'IMPORTANZA DI UNA CORRETTA CLIMATIZZAZIONE E ILLUMINAZIONE.
Il report “The Future of Australian Education: Sustainable Places for Learning” è frutto di un lavoro approfondito in cui sono confluiti vari studi condotti in Nuova Zelanda, Usa e Inghilterra sui benefit della costruzione sostenibile delle scuole, i cui risultati sono stati analizzati e riassunti dal GBCA. Fra gli elementi che influiscono maggiormente sul rendimento scolastico (e anche nella capacità di insegnare dei professori) sono una buona climatizzazione degli ambienti e sopratutto una corretta illuminazione.
CON UNA BUONA CLIMATIZZAZIONE E ILLUMINAZIONE CI SI AMMALA MENO (-41,5%) E SI APPRENDE MEGLIO (+25%).
Il primo dato interessante proviene dal report ("Greening America's Schools: Costs and Benefits), stilato da Gregory Kats, ad di Capital-E, società di consulenza in tecnologia green, secondo cui una buona illuminazione e climatizzazione contribuisce a migliorare la salute di alunni e insegnanti per il 41,5%, mentre incide sull'apprendimento (verificato attraverso i risultati ottenuti nei classici test scolastici) per un 25%.
LA LUCE NATURALE AUMENTA LE PERFORMANCE IN MATEMATICA (+20%) E IN LETTURA (+26%).
L'importanza dell'illuminazione viene ribadita anche dal report “Daylighting in Schools-An Investigation into the Relationship Between Daylighting and Human Performance” condotto dalla società californiana Heschong Mahone Group. Secondo lo studio gli studenti che godono di una buona illuminazione naturale nelle proprie classi aumentano del 20% le proprie performance matematiche, mentre del 26% nella capacità di lettura.
GBCA CHIEDE IL SUPPORTO DELLE ISTITUZIONI PER CREARE UN AUSTRALIAN CENTRE FOR GREEN SCHOOL.
"Siamo convinti che i governi debbano continuare a investire nell'istruzione per un miglioramento costante della qualità dell'insegnamento- ha riferito Robin Mellon del GBCA commentando il report- ma devono anche tenere presente che la qualità dell'insegnamento passa anche attraverso la qualità delle strutture scolastiche.” Forte dei risultati raccolti, Mellon lancia una vera e propria richiesta ai soggetti direttamente coinvolti nel mercato dell'industria e dell'istruzione affinché collaborino alla creazione di un Centro australiano per le Scuole Verdi che abbia il compito di fornire a tutti coloro che ne avessero bisogno informazioni per progettare e realizzare strutture sostenibili e adatte al ruolo che rivestono.

Fonte:casaeclima.com


Ecobonus al 65%, nuova guida aggiornata dall'Agenzia delle Entrate

cattive abitudini domestiche

L'Agenzia delle Entrate ha aggiornato al mese di settembre 2013 la consueta Guida alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico.
Il decreto legge n. 63/2013 ha infatti prorogato al 31 dicembre 2013 la detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, innalzando inoltre dal 55% al 65% la percentuale di detraibilità delle spese sostenute nel periodo che va dal 6 giugno 2013 (data di entrata in vigore del decreto) al 31 dicembre 2013.
E’ prevista una maggiore durata dell’agevolazione, fino al 30 giugno 2014, per gli interventi relativi alle parti comuni degli edifici condominiali e per quelli che riguardano tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio.
In assenza di eventuali ulteriori proroghe o di una stabilizzazione dell'incentivo, dal 1° gennaio 2014 - per i condomini dal 1° luglio 2014 - l’agevolazione sarà sostituita con la detrazione fiscale del 36% prevista per le spese di ristrutturazioni edilizie.
DETRAZIONE ANCHE PER POMPE DI CALORE, GEOTERMIA E SCALDACQUA A POMPA DI CALORE.
La legge di conversione del Dl n. 63/2013 ha reintrodotto la possibilità di usufruire della detrazione per le spese di sostituzione di:
- impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia; - scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria. Il testo originario del decreto legge aveva invece escluso dalla proroga questi interventi.
CHIARIMENTI CON LA CIRCOLARE N. 29/2013. Con la circolare n. 29/E del 18 settembre 2013, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che anche per questi interventi la detrazione del 65% si applica alle spese sostenute dal 6 giugno 2013 (data di entrata in vigore del decreto) e non dal 4 agosto (data di entrata in vigore della legge di conversione).
Le detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, da ripartire in dieci rate annuali di pari importo, sono riconosciute nella misura del 55% delle spese sostenute fino al 5 giugno 2013, e del 65% delle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2013, per interventi sulle singole unità immobiliari, e dal 6 giugno 2013 al 30 giugno 2014, se l’intervento è effettuato sulle parti comuni degli edifici condominiali, o se riguarda tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio.

LE DATE DI RIFERIMENTO. Indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui le spese si riferiscono, per l’applicazione dell’aliquota del 65% occorre far riferimento:
- alla data dell’effettivo pagamento (criterio di cassa) per le persone fisiche, gli esercenti arti e professioni e gli enti non commerciali. Per esempio, se un intervento è iniziato nel mese di marzo e sono stati effettuati tre pagamenti, a marzo, maggio e luglio, per i primi due si potrà usufruire dell’aliquota del 55%, per il terzo quella più elevata del 65%;
- alla data di ultimazione della prestazione, indipendentemente dalla data dei pagamenti, per le imprese individuali, le società e gli enti commerciali (criterio di competenza).
Quando gli interventi consistono nella prosecuzione di lavori appartenenti alla stessa categoria, effettuati in precedenza sullo stesso immobile, ai fini del computo del limite massimo della detrazione occorre tener conto anche delle detrazioni fruite negli anni precedenti.
In ogni caso, come tutte le detrazioni d’imposta, l’agevolazione è ammessa entro il limite che trova capienza nell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi; la somma eventualmente eccedente non può essere chiesta a rimborso.
Per scaricare la guida clicca qui

Fonte:casaeclima.com


Domenica 16 giugno, rinnovabili al 100% e il prezzo dell'elettricità
va a zero

cattive abitudini domestiche

Domenica 16 giugno 2013, tra le 14 e le 15, per la prima volta nella storia, il prezzo d'acquisto dell’energia elettrica (PUN) è sceso a zero su tutto il territorio nazionale (vedi sintesi GME). Ciò significa che in quelle due ore energia solare, eolico e idroelettrico hanno prodotto il 100% dell'elettricità italiana (vedi grafico sotto). Se l’evento, in una giornata completamente soleggiata e sufficientemente ventosa, poteva essere probabile nelle regioni meridionali, un po’ sorprende che sia accaduto anche per le aree del centro nord, dove comunque un ruolo determinante lo potrebbero aver giocato anche le buone riserve nei bacini idrici accumulatesi negli scorsi mesi (attendiamo dal GME la struttura dell'offerta della giornata e possibilmente di quelle ore in particolare).

GME

Un fenomeno, quello del prezzo dell'elettricità all'ingrosso a zero, che finora si era verificato solo per alcuni prezzi zonali, ma mai per tutte le zone del paese, portando quindi il Prezzo Unico Nazionale, cioè il PUN, a zero. Un evento simile era stato sfiorato domenica 2 giugno 2013, allorché il prezzo medio minimo orario si attestò a 0,46 €/MWh, peraltro con una domanda inferiore a quella del 16 giugno.
Secondo i dati (a consuntivo) dei fabbisogni orari giornalieri pubblicati da Terna alle ore 14 del 16 giugno la richiesta è stata di 31.199 MW; alle 15 di 30.565 MW.
Un recente studio di Althesys dimostrava come il solo fotovoltaico già nel 2012 aveva spostato i valori delle medie orarie dei prezzi, tanto che oggi il picco di prezzo non coincide più con la massima domanda di elettricità. L’analisi considerava sia i minori prezzi nelle ore solari, stimati in 1.420 milioni di euro (erano 396 milioni del 2011) sia i maggiori prezzi nelle ore non solari, pari a 586 milioni: il peak shaving netto nel 2012 risultava così di 838 milioni di euro.
Un’ulteriore prova di come il crescente contributo delle rinnovabili stia tenendo bassi i prezzi dell'elettricità.
“La capacità di offerta delle rinnovabili in Italia sembra garantire ormai in termini di domanda istantanea una copertura del 100% di rinnovabili in quei momenti in cui il fabbisogno è basso come nelle domeniche primaverili ed estive”, commenta a QualEnergia.it Alessandro Marangoni di Althesys. “Comunque –chiarisce – l’evento istantaneo non può essere preso come riferimento per una gestione oculata del mercato elettrico, che ha bisogno, ora più di prima, di un nuovo market design alla luce di una struttura dell’offerta in profondo mutamento”. Il responsabile della società di consulenza energetica non si è sbilanciato sul risultato del peak shaving per il 2013, ma ci ha detto che, con l’attuale situazione dell’economia, non è affatto escluso che sia maggiore di quegli 838 milioni di euro del 2012.
Per Gianni Silvestrini, direttore scientifico di QualEnergia, “quanto accaduto domenica 16 giugno è un’ulteriore dimostrazione degli effetti della rapida penetrazione delle rinnovabile in Italia, che a maggio hanno addirittura coperto più del 50% della produzione di energia elettrica”. “Oltre a incidere sul risparmio netto in termini di prezzo dell’elettricità e alla riduzione delle emissioni – ha detto Silvestrini - la diffusione delle fonti rinnovabili comporta anche una diminuzione delle importazioni di combustibili fossili, riducendo l’elevato saldo negativo del bilancio energetico nazionale”.
Il Prezzo Unico Nazionale ricordiamo è il prezzo in acquisto dell’energia elettrica che si forma nel mercato elettrico italiano ed è il risultato di aste che coprono la richiesta di energia prevista ora per ora con l’elettricità offerta da vari operatori. Nelle aste si accetta (si dispaccia), prima l’offerta più economica e poi, via via, i “pacchetti” più cari, fino a coprire tutto il fabbisogno. Dato che a determinare il prezzo orario che si applica a tutti gli impianti è la fonte più cara selezionata, la cosiddetta “marginale”, immissioni di energia a basso prezzo, escludendo le fonti più care all’altro estremo, fanno abbassare notevolmente il costo di tutto il pacchetto di offerte.
Le rinnovabili non programmabili, come solare ed eolico, sono offerte a prezzo zero, così da non rischiare di non essere selezionate, ben sapendo da una parte di non avere costi di combustibile da coprire, e dall’altra che non saranno comunque remunerate zero, ma al prezzo determinato dalla fonte marginale. Il loro effetto è quindi quello di far scendere il prezzo dei gruppi di offerte orarie in cui entrano. Domenica, in quelle due ore che resteranno nella Storia del sistema energetico italiano, sul mercato c'erano solo loro: le energie pulite, ed ecco perchè il PUN è caduto a zero.

Fonte:qualenergia.it


Quanta energia (e denaro) si spreca con le cattive abitudini domestiche

cattive abitudini domestiche

Tra luce e gas una famiglia italiana tipo spreca in media 200 euro l'anno. Dal comparatore Facile.it l'elenco dei comportamenti sbagliati

Cuocere senza coperchio? 5€. Lasciare scorrere l’acqua calda a vuoto mentre ci si fa la barba? 36€. Rinfrescare l’ambiente col condizionatore invece che deumidificare? 85€.
Sono solo alcuni dei costi legati alle cattive abitudini energetiche degli italiani, di cui Facile.it (http://www.facile.it/energia-luce-gas.html) ha stilato un elenco, calcolando che la famiglia italiana tipo spreca, in media, 200 euro l’anno tra luce e gas.
“È ovvio che le bollette siano un problema per molti italiani – sostiene Paolo Rohr, Responsabile Business Unit Energia di www.facile.it – ma cambiare alcune piccole abitudini potrebbe consentire risparmi notevoli. Basta riflettere, senza bisogno di rinunciare alle comodità”.
Il risparmio sulle bollette è possibile in ogni stanza della nostra abitazione. Cominciando dalla cucina, utilizzare la pentola a pressione invece di una tradizionale consentirebbe di risparmiare 8€. Poco? E che dire allora dei 23€ che si potrebbero evitare di spendere semplicemente staccando il frigo di qualche centimetro dal muro? Tenere aperto o chiudere male frigo e freezer fa sprecare ogni anno 21€, usare un piano cottura elettrico invece che uno a gas ci costa 19€, asciugare i piatti con il programma della lavastoviglie invece che naturalmente 18€, mentre scaldare il latte o fare il tè sul gas invece che nel microonde equivale a 16€ in più in bolletta. Proprio il microonde è uno dei maggiori alleati del risparmio: scongelando o riscaldando i cibi con questo elettrodomestico e non nel forno tradizionale, ad esempio, si arrivano a risparmiare 33€.

Riscaldamento
Un capitolo importante è quello legato al riscaldamento. Evitare di tenerlo programmato a 20°/21°, preferendo invece una temperatura costante inferiore di un solo grado fa risparmiare 120€ all’anno, mentre spegnerlo del tutto se si va via per la settimana bianca o anche solo un week end consente di tenersi in tasca una decina di euro. Siete indecisi se sostituire il vostro scaldabagno elettrico con uno a gas? Sappiate che, a parità di utilizzo, state spendendo 176€ in più ogni anno.

Piccoli gesti per risparmiare
Il risparmio parte anche dai piccoli gesti, eccone alcuni che sembrano poca cosa se presi singolarmente, ma sommati rappresentano quasi 150 euro di risparmio: eliminare lo stand by di alcuni elettrodomestici (microonde, lettore DVD, computer, macchina del caffè elettrica, televisore) 56€; programmare il condizionatore (specie nelle ore notturne) piuttosto che lasciarlo andare in modalità continua: 54€; spegnere le luci nelle stanze anche solo un’ora al giorno, quando non necessario: 30€; usare per l’albero di Natale luci a LED invece che ad incandescenza: 4€; staccare il caricatore del cellulare dalla presa una volta che il telefono ha raggiunto la carica o se il telefono non è collegato al cavo: 1,5€.
“Lo scopo della nostra ricerca – continua Rohr – è quello di sensibilizzare gli italiani sull’importanza di scegliere e diventare parte attiva nella gestione dei propri costi. Se non si è soddisfatti del proprio operatore se ne deve cercare uno migliore fra i tanti presenti sul mercato e, se davvero si vuole risparmiare, basta prendere coscienza dei propri comportamenti sbagliati e usare il buon senso”.

sprechi

Fonte:casaeclima.com


Fotovoltaico : risposta al rincaro dei costi energetici?



Il piccolo fotovoltaico distribuito può rappresentare per le famiglie una possibile risposta alla crisi ed al rincaro di costi energetici in bolletta?

Il costante aumento dei prezzi dell’energia elettrica, sia all’ingrosso che al cliente finale, e la loro imprevedibilità, rappresenta oggi in Italia un fattore di costo non irrilevante per le famiglie. Col nuovo anno sono già in atto nel nostro paese i rincari delle bollette elettriche e del gas, il fattore principale risale in gran parte, ma non solo, all’aumento del prezzo del petrolio (alimentato anche dal progressivo esaurimento) che ha già raggiunto un +40% rispetto all’anno precedente: già oggi una famiglia paga mediamente 22 euro in più per la corrente elettrica e 32 euro in più per il gas (dati Aeeg). Questi rincari sono legati anche all’aumento delle tassazioni concomitante alla crisi congiunturale in corso.
Uno dei fattori di costo che influenza, anche se non in maniera significativa, l’aumento della bolletta elettrica è anche l’incentivazione alle rinnovabili, da molti accusata di far lievitare i costi energetici per gli utenti finali di energia. In altro articolo avevamo visto quanto gli incentivi siano in effetti pagati dalla collettività, ma anche quanto questi siano in effetti poco incidenti sull’aumento generalizzato dei costi energetici e delle bollette elettriche.

Quale può essere oggi una possibile risposta al rincaro dei costi energetici?

L’installazione di un impianto fotovoltaico può far raggiungere alle famiglie l’indipendenza energetica.
L’autoproduzione con l’autoconsumo rappresenta oggi il fattore di maggior risparmio per le utenze elettriche, domestiche e non solo. Grazie ai pannelli fotovoltaici si può oggi raggiungere l’autonomia energetica, sfruttando la rete elettrica ed il meccanismo dello scambio sul posto per cedere energia nel momento di maggior produzione e minor consumo e prelevare energia dalla rete nei momenti di minore produzione e maggior consumo (per esempio la sera).
L’installazione di un impianto fotovoltaico dà quindi la possibilità alle famiglie di sfruttare la rete come fosse un “serbatoio virtuale” di corrente elettrica. Inoltre dà la possibilità di:
1- ricevere gli incentivi derivanti dal riconoscimento delle tariffe incentivanti per tutta l’energia prodotta dall’impianto
2- vedersi valorizzare economicamente l’energia prodotta in eccesso rispetto ai propri consumi e immessa in rete.
L’indipendenza energetica la si può raggiungere producendo autonomamente la quantità di energia elettrica necessaria all’autosostentamento; quantitativo in grado di supportare i consumi futuri e di ridurre la necessità di acquistare energia dal gestore elettrico (ad esempio Enel).
Un impianto solare fotovoltaico, in definitiva, può rappresentare un immediato fattore di risparmio per le singole famiglie grazie al conto energia e grazie al fatto che a breve l’installazione di un impianto e l’autoproduzione di energia rinnovabile avrà costi competitivi con l’acquisto dell’energia prodotta dalle fonti tradizionali, che si basano ancora per lo più sul “fossile” (ricordiamo che il prezzo del petrolio è già aumentato del 40% nell’ultimo anno).
Per quanto riguarda inoltre i cosiddetti “costi per la collettività” attribuiti all’incentivazione delle rinnovabili alla lunga rappresentano anch’essi un considerevole “risparmio per la collettività” : i soldi che vengono spesi ora per l’energia pulita che viene incentivata e per la rete che serve a veicolarla rientreranno tutti nei prossimi anni. Producendo energia dal sole, dal vento o dall’acqua, che (ricordiamolo) sono risorse primarie gratuite e rinnovabili, si risparmiano considerevoli costi per l’acquisto, produzione, trasporto, stoccaggio, ecc.. di gas e petrolio, risorse in via di esaurimento i cui prezzi continuano e continueranno a salire nei prossimi anni. In questa prospettiva: “Risparmio” diventa e diventerà sempre più la parola d’ordine, vista anche la crisi economica in corso. Risparmio anche e soprattutto in termini di consumi e costi energetici.

Fonte:fotovoltaiconorditalia.it


Fotovoltaico : cinque ragioni a beneficio dell’economia



Ma il fotovoltaico conviene? Eccome se conviene. Sfruttare l’energia del sole porta notevoli benefici non solo all’ambiente ma anche all’economia per una miriade di ragioni. Vediamone qualcuna.
Il primo elemento da considerare è che il parametro dell’aumento di costi dell’energia è l’unico a dilatarsi in maniera abnorme; ed è fondamentalmente l’unico che fa da traino vero all’aumento dell’inflazione, la quale, senza questi aumenti, sostanzialmente resterebbe pressoché invariata. Se c’è, quindi, la possibilità di diminuire il costo della bolletta elettrica fino ad annullarlo, l’ipotesi di installare un impianto fotovoltaico va senz’altro presa in considerazione. Certo, gli incentivi statali sono in progressiva diminuzione, ma ciò non deve spaventare perché il costo stesso degli impianti diminuisce di pari passo, consentendo di ammortizzare la spesa dell’impianto in pochi anni. Una volta ammortizzata la spesa, ci sarà solo da guadagnare in funzione della quantità di energia elettrica rivenduta al gestore (Enel o altri). Inoltre, la stragrande maggioranza degli istituti bancari e molte società di prestiti, si sono attrezzati per fornire finanziamenti che coprano l’intero costo dell’investimento: basta scegliere i migliori, operando un’attenta valutazione tra quelli presenti sul mercato. Normalmente, fino a 10.000-15.000 euro, le stesse banche o società non chiedono garanzie eccessivamente stringenti.
La seconda ragione per scegliere il fotovoltaico, è quella della progressiva minore importazione di energia dall’estero. Il nostro Paese è fondamentalmente “energetico-dipendente” dal contesto internazionale. A tal proposito non solo è auspicabileche il contributo dell’energia solare, stimato al momento intorno al 3% del fabbisogno nazionale, sia aumentato considerevolmente, ma che l’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici, abbia a sostituire una fetta considerevolmente più ampia di tale fabbisogno. Stando a quanto stimato, fra agosto 2010 e agosto 2011 la domanda elettrica nazionale è aumentata di 1.108 Gwh, mentre la produzione di energia fotovoltaica è aumentata di 1110 Gwh, coprendo così interamente l’aumento del fabbisogno di energia elettrica.
La terza ragione, utile per l’economia del Paese, è un considerevole aumento delle entrate per lo Stato, a sostegno del prodotto interno lordo italiano, laddove è stato calcolato che nel solo 2010 il fotovoltaico ha prodotto un fatturato di 40 miliardi di euro, pari al 2% dello stesso Pil. Un dato così importante non può essere certo sottovalutato, anche in funzione della prossima annunciata fase di rilancio dell’obiettivo crescita.
La quarta ragione, a carattere più generale, è quella della riduzione del prezzo dell’energia nel mercato elettrico. Il binomio integrazione-competizione del settore fotovoltaico, non può che far da traino a una diminuzione generalizzata di tali costi, con grande beneficio finale da parte della collettività, allineando gli standard dei prezzi medi dell’energia ad altri Paesi europei dove il costo stesso è considerevolmente più basso.
La quinta ragione, fondamentalmente negletta in questi periodi di crisi, è tuttavia estremamente importante. Quella prodotta dal sole è energia pulita, non inquinante. Parimenti, l’impatto estetico di un impianto fotovoltaico, con le nuove tecnologie applicate, è molto ridotto, dando luogo a soluzioni intelligenti d’integrazione urbanistica; soluzioni realmente moderne ed esteticamente, se ben realizzate, più che apprezzabili.

Fonte:fotovoltaiconorditalia.it


La riforma del condominio è legge:
più facili le installazioni di impianti a fonti rinnovabili.



La nuova legge, che entrerà in vigore il 18 giugno 2013, consentirà con la maggioranza dei presenti all'assemblea e la metà del valore dell'edificio di decidere sulle innovazioni aventi ad oggetto, tra le altre cose, “le opere e gli interventi previsti per eliminare le barriere architettoniche, per il contenimento del consumo energetico degli edifici (…), nonché per la produzione di energia mediante l'utilizzo di impianti di cogenerazione, fonti eoliche, solari o comunque rinnovabili da parte del condominio o di terzi che conseguano a titolo oneroso un diritto reale o personale di godimento del lastrico solare o di altra idonea superficie comune”.

Inoltre, è significativo il fatto che sia “consentita l'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinati al servizio di singole unità del condominio sul lastrico solare, su ogni altra idonea superficie comune e sulle parti di proprietà individuale dell'interessato”.

In questi casi, l'assemblea condominiale può prescrivere “adeguate modalità alternative di esecuzione o imporre cautele a salvaguardia della stabilità, della sicurezza o del decoro architettonico dell'edificio e, ai fini dell'installazione degli impianti, provvede, a richiesta degli interessati, a ripartire l'uso del lastrico solare e delle altre superfici comuni, salvaguardando le diverse forme di utilizzo previste dal regolamento di condominio o comunque in atto”. L'assemblea può anche “subordinare l'esecuzione alla prestazione, da parte dell'interessato, di idonea garanzia per i danni eventuali”.

Fonte:qualenergia.it


Bolletta elettrica alta? Non è colpa delle rinnovabili



Bolletta elettrica alta? Smentire il luogo comune che vede la bolletta dell’energia elettrica appesantita dagli incentivi alle fonti di energia rinnovabile: questo è l’obiettivo primario della APER, L’Associazione che riunisce i produttori di energia rinnovabile che a questo scopo ha pubblicato il dossier “Energie senza bugie”, ovvero un’analisi dell’incidenza dell’uso di fonti di energia alternative e rinnovabili sulla bolletta pagata dagli italiani.
Impreziosito dalle vignette ironiche nate dalla matita di Emilio Giannelli, il dossier prova a fare chiarezza sull’argomento. Come?
Prima di tutto individuando il vero responsabile della crescita del costo della bolletta, in larga parte dovuta alla sempre maggiore scarsità dei combustibili fossili i quali sono ancora la fonte di energia preponderante e con il passare del tempo sono destinati inevitabilmente a vedere lievitare il proprio costo come già accaduto in passato.
Negli ultimi dieci anni sarebbe infatti cresciuto del 300% il costo del petrolio e del 400% quello del gas con il conseguente sempre maggiore appesantimento della bolletta energetica pagata dall’Italia ai paesi esportatori. Ogni investimento dedicato a incentivare le rinnovabili, sottolinea il dossier, comporta invece un futuro risparmio e contribuisce a diminuire la dipendenza energetica del paese: già oggi la cifra risparmiata ammonterebbe a non meno di 30 miliardi euro.
Le energie rinnovabili si presentano non solo come mezzo di crescita del sistema paese ma anche come un importante opportunità di risparmio per le famiglie le quali possono scegliere di produrre almeno parzialmente l’energia domestica necessaria implementando un piccolo impianto: la crescita delle tecnologie ha consentito negli ultimi anni un vero e proprio boom della “generazione diffusa” e sono maturi i tempi perché si possa cominciare a parlare di energia a km 0, direttamente dal produttore al consumatore.
Un fattore di crescita della bolletta elettrica è inoltre la mancanza di concorrenza. Sul tema il contributo dato dal settore delle rinnovabili, fa notare il dossier, è fondamentale: con 5000 aziende produttrici in più negli ultimi 5 anni il consumatore può godere degli effetti della maggiore competizione sul prezzo e la qualità del servizio.
L’operazione verità non manca di smascherare i veri colpevoli dei costi in bolletta: il “decomissioning” del nucleare, ovvero lo smantellamento delle centrali in seguito al referendum dell’87 che decretò la rinuncia del paese a quella fonte di energia, è già costato agli italiani 20 miliardi di euro.
È pur vero che gli incentivi alle rinnovabili sono costati 7,5 miliardi nel 2011 ma, fa notare APER, si tratta pur sempre di un investimento ed è comunque un decimo di quanto speso dagli italiani in scommesse.
Inoltre le rinnovabili non sono le uniche a godere degli incentivi: nelle bollette degli italiani sono riversati 3 miliardi di costi che servono ad incentivare, tra gli altri, i CIP 6 che fonti rinnovabili non sono ma che ad esse vengono assimilate.
Quali che siano gli incentivi al settore delle rinnovabili, quest’ultimo si presenta quale un formidabile attore della scena economica nazionale nell’ottica di un’auspicata ripresa: solo nei prossimi otto anni sono previsti 60 miliardi di euro di investimenti che potrebbero portare nel 2020 ad impiegare in quest’ambito 250 mila persone, più del doppio delle attuali 110 mila.
Un attore che rimane comunque italiano mentre – conclude “energie senza bugie” – attualmente il 75% dell’energia utilizzata in Italia viene da fonti fossili quasi interamente straniere.

Fonte:fotovoltaiconorditalia.it


Hai già il fotovoltaico?
Quattro regole per massimizzare il rendimento



Hai già realizzato il tuo impianto fotovoltaico? Ora il tuo impianto deve funzionare per 20-30 anni con la massima efficienza, in particolare almeno per i primi 20 anni, periodo in cui riceverà le tariffe incentivanti in conto energia per tutta l’energia prodotta dall’impianto. Ora l’obiettivo è quello di garantire il suo ottimale funzionamento per massimizzare il rendimento, i risparmi in bolletta ed i guadagni diretti da questo derivanti.

L'importanza dell'ottimizzazione.

Un impianto al massimo delle sue potenzialità, infatti, massimizzerà i risparmi e sarà in grado di produrre ed immettere in rete energia in quantità tale da ottenere sensibili risparmi sull’elettricità, sull’energia autoconsumata, oltre che introiti economici “espliciti” garantiti dal conto energia.
Un buon rendimento produttivo dell’impianto fotovoltaico influirà in maniera sensibile anche sui tempi di rientro dall’investimento fatto.
Proponiamo qui alcune semplici regole ed accorgimenti per garantire l’ottimale funzionamento dell’impianto e raggiungere così il migliore rendimento nel tempo nella produzione di energia pulita.
I principi generali alla base di queste regole valgono in linea di principio sia per i piccoli che per i grandi impianti, ovviamente con le opportune riproporzioni.
Come massimizzare il rendimento?

Prima regola: monitorare

E’ fondamentale monitorare la produzione energetica attraverso la raccolta e l’osservazione dei dati derivanti dalla produzione del tuo impianto. Ovviamente più l’impianto è grande più questa operazione diventa fondamentale e necessaria. E’ importante, in caso di malfunzionamenti o anomali cali di produzione, riuscire ad intervenire tempestivamente per “correre ai ripari” in maniera rapida. Individuare le cause ed intervenire in maniera rapida ed efficace diventa una necessità per non perdere preziose ore di sole e produzione energetica.
Per i grandi impianti fotovoltaici, che poggiano su grandi investimenti, il monitoraggio può diventare un vero e proprio servizio di “intelligence” energetica, ovvero un insieme di sistemi, competenze e tecnologie in grado di monitorare, gestire, mantenere ed incrementare le prestazioni e l’efficienza degli impianti fotovoltaici nel medio lungo periodo.
Queste attività possono essere fatte a distanza, sfruttando la rete ed il web, e sfruttando un sistema di “alert” in grado di avvisare tempestivamente il gestore, tempo reale, in caso di anomalie sul sistema.
Oggi iniziano a proporsi sul mercato servizi specializzati per il monitoraggio ed il “management” dei grandi impianti energetici.

Seconda regola: manutenzione ordinaria, pulizia e controllo visivo

Anche aspetti come la pulizia e la manutenzione dei sistemi fotovoltaici assumono grande importanza per garantire la massima redditività degli impianti. Anche se spesso provvede il tempo atmosferico a pulire i moduli fotovoltaici il più delle volte, gli operatori possono seguire alcune regole di base per preservarne la produttività. Polline, sporcizia e impurità possono infatti ostacolare significativamente la resa dei pannelli. Una pulizia regolare sarà quindi una buona norma anche per effettuare i dovuti controlli visivi sui moduli e sulle componenti elettriche. Il controllo visivo sarà necessario anche per controllare la presenza di eventuali nuovi ombreggiamenti. Per la manutenzione: è facilmente intuibile come, rispetto ad altri sistemi che hanno parti meccaniche in movimento, un impianto fotovoltaico abbia il vantaggio di godere di una semplice e rapida manutenzione, non essendo praticamente soggetto ad usura. Sarà comunque importante far effettuare una rapida manutenzione annuale più che altro per prevenire possibili onerosi blocchi o guasti al sistema. Quando effettuare la manutenzione ordinaria? E’ preferibile farla fare da un professionista prima del periodo di picco della produzione: fine inverno inizio primavera.

Terza regola: un buon servizio di assistenza.

I punti di cui sopra, nello specifico la manutenzione elettrica, deve essere fatta da un buon servizio di assistenza. Ovviamente l’assistenza elettrica deve essere ad opera di professionisti elettricisti e tecnici abilitati. Mentre la manutenzione ordinaria annuale è fatta “su chiamata annuale” (paragonabile alla manutenzione ordinaria annuale di una caldaia), la presa in carico e gestione dei grandi impianti deve essere fatta da servizi specializzati con servizi “a 360 gradi” che prendono in carico tutti gli aspetti del “management” dell’impianto: dal monitoraggio, all’ottimizzazione alla manutenzione alla gestione burocratica. A tal proposito esistono, ed iniziano a proporsi sul mercato, diversi centri di assistenza, manutenzione e monitoraggio completo dedicati agli impianti fotovoltaici. Questi servizi offrono per i grandi impianti fotovoltaici una gestione integrata e completa dell’impianto.

Quarta regola: avere strumenti di confronto con altri impianti (meglio se in zona).

Come ultimo fattore, forse il più importante, c’è la possibilità di confrontare i dati di produzione del proprio impianto fotovoltaico con i dati di altri impianti operanti nelle zone circostanti. Questo confronto avviene tramite la rete web che può accogliere database di dati su server centralizzati in grado di monitorare e confrontare in tempo reale la produzione di più impianti. Perchè è un fattore importante? E’ molto importante perché permette di avere un riscontro reale, un confronto, a parità di condizioni atmosferiche e zona di installazione, tra la produzione del tuo impianto e quella di altri. Se ben interpretato, può alla lunga diventare un ottimo indice di qualità dei moduli fotovoltaici utilizzati. Confrontare i dati della propria installazione con quelli degli altri impianti presenti nel territorio circostante, o con le informazioni contenute nei database reperibili su internet, permette di comprendere come sta operando il proprio impianto fotovoltaico e la resa effettiva che esso fornisce.

Fonte:fotovoltaiconorditalia.it


Come il fotovoltaico fà abbassare il costo dell'energia



La crescita esponenziale del fotovoltaico in Italia che si è registrata in particolare nell’ ultimo anno ha influito e non poco sul sistema dei prezzi dell’energia elettrica. Solo tra il 2010 ed il 2011 la quantità di fotovoltaico installato in Italia è più che quadruplicata.
Il funzionamento congiunto di molti impianti e centrali fotovoltaici, è ormai cosa nota, ha avuto e sta avendo l’effetto di abbassare il costo dell’energia elettrica nelle ore in cui questi producono maggiormente. Se prima dell’avvento massiccio del fotovoltaico il differenziale di costo tra le ore del picco produttivo (ore diurne) e le ore serali era del 30-40%, nei mesi scorsi si è ridotto di circa il 16% abbassando di fatto anche il prezzo dell’energia prodotta da fonte convenzionale (Fonte: Aeeg).
Secondo dati Terna , inoltre, per ogni punto percentuale in più di energia elettrica prodotta da fonte rinnovabile, il prezzo generale dell’energia sul mercato diminuisce di 2 euro/Mwh. Rendendo di fatto sempre più competitivo il costo dell’energia rinnovabile con quello dell’energia tradizionale.
Anche il Ministero per lo sviluppo economico, inoltre, ha dovuto constatare, a favore del fotovoltaico e non solo, che nel 2011 la crescita delle fonti energetiche rinnovabili (elettriche) ha permesso di diminuire le importazioni di Gas naturale con un risparmio di 2 miliardi di euro.
Ricordiamo a tal proposito che sono molte in Italia le centrali a Gas che per funzionare, per produrre energia elettrica, dipendono totalmente dalle importazioni di Gas. Questo sistema rende l’approvvigionamento energetico del Paese totalmente dipendente da dinamiche economiche e geopolitiche internazionali, difficilmente controllabili, sollevando questioni legate alla sicurezza energetica.
Un altro dato interessante, già citato in un altro post, è quello che indicava, tra le ore 13 e le 14 di Pasquetta (2011) , un prezzo dell’energia elettrica in Sicilia pari a zero: in questa fascia oraria, infatti, il 64% dell’energia prodotta in Italia è stata prodotta dalle rinnovabili elettriche; in Sicilia, terra del solare per antonomasia, questa percentuale ha raggiunto il 94% in questa fascia oraria e si è attestata sul 60% come media giornaliera.
Questo “evento” è stato solo uno dei primi passi del cammino verso il raggiungimento della grid parity. Obiettivo ormai non tanto lontano: si guarda al 2013 per alcuni segmenti di mercato ed al 2014 per tutti i segmenti di mercato (ovviamente la grid parity verrà raggiunta inizialmente nel sud Italia per alcune tipologie installative).
Tutto questo accade mentre le tradizionali centrali a combustione e a gas, centrali termoelettriche, continuano a funzionare bruciando gas, petrolio o carbone. Per fortuna, però, questo nuovo meccanismo rende le centrali termoelettriche meno necessarie rispetto al passato, relegandole in un ruolo secondario, ruolo di mera “copertura” nei momenti in cui le rinnovabili non producono o producono meno.
Le centrali termoelettriche, infatti, che hanno elevati costi fissi di funzionamento, se non producono (se non vendono abbastanza) vanno in perdita e sono pertanto costrette a chiudere i battenti. In alternativa, per mantenere costanti i profitti, sono costrette ad aumentare il prezzo di vendita dell’energia prodotta, energia venduta per lo più, ora, nelle ore serali e di notte. Questo aumento del prezzo di vendita le rende sempre meno competitive rispetto alle fonti rinnovabili.

Fonte:fotovoltaiconorditalia.it


Fotovoltaico: quando conviene usare gli elettrodomestici



Per massimizzare i vantaggi derivanti dalla realizzazione di un impianto fotovoltaico è fondamentale ottimizzare l’utilizzo dell’impianto fotovoltaico.
Come ? Ottimizzando l’autoconsumo in sito dell’impianto. Quando conviene quindi usare gli elettrodomestici?
L’autoconsumo è sempre il fattore di maggiore risparmio, è l’elemento che, più di altri, permette di ottimizzare al meglio le spese energetiche attraverso l’autoproduzione di energia pulita ed è il fattore che, sul medio periodo, meglio garantirà il recupero delle spese sostenute per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico.
Dunque: prima di tutto, ancor prima della vendita, dello scambio sul posto o degli incentivi, bisogna tenere in considerazione la possibilità di autoconsumare l’energia auto-prodotta. Autoconsumare nel momento stesso della produzione. Questa modalità di consumo, con il quinto conto energia, viene ulteriormente incentivata con un’apposita tariffa incentivante “premio”.

Dunque: quando conviene usare gli elettrodomestici?

La risposta è scontata. Se generalmente conviene, per via delle fasce orarie economiche (F2 e F3), far andare gli elettrodomestici nelle ore serali o notturne o nei festivi, per i possessori di un impianto fotovoltaico, potendo usufruire di energia gratuita nelle ore centrali della giornata, conviene usare gli elettrodomestici nel momento in cui l’impianto fotovoltaico produce corrente elettrica.
Tutto ciò che non viene immediatamente autoconsumato verrà ulteriormente retribuito con la tariffa autoconsumo. Tutto ciò che non viene immediatamente auto-consumato verrà invece immesso in rete e contabilizzato per ricevere l’incentivo della tariffa omnicomprensiva.
Cosa conviene di più quindi? Conviene spostare per quanto possibile i consumi nelle ore di produzione dell’ impianto, nelle ore diurne, per almeno due motivi.
Il primo.
Autoconsumare evita l’acquisto di energia dalla rete elettrica. Mediamente il costo di acquisto dell’energia dalla rete elettrica comprende i costi di servizio, di commercializzazione, delle accise, delle addizionali, balzelli, tasse, ecc.. Il prezzo dell’energia acquistata dall’operatore lievita a più del doppio del costo effettivo dell’energia: siamo mediamente a circa 0,21 euro/Kwh pagati in bolletta. Autoconsumando si evita un esborso di più del doppio del valore effettivo dell’energia, che è in media circa 0,09-0,10 €/Kwh.
Il secondo.
Autoconsumare è ulteriormente incentivato nel quinto conto energia e viene “premiato” con una tariffa incentivante riconosciuta per tutta l’energia autoconsumata in sito. L’autoconsumo è incentivato perchè riduce l’aggravio della rete da troppi flussi contemporanei di immissione di energia. Troppe immissioni irregolari costituirebbero infatti un costo per il gestore di rete che deve provvedere ad un corretto dispacciamento sulla rete nazionale. Per questo motivo viene incentivato l’autoconsumo in sito. La tariffa incentivante “premio” per l’autoconsumo, per un impianto fotovoltaico domestico da 3 Kw, è di 0,126 euro per kwh autoconsumato fino a febbraio 2013, sarà invece di 10 centesimi/kwh per i sei mesi successivi.
Tornando alla domanda iniziale, quindi, con un impianto fotovoltaico: quando conviene usare gli elettrodomestici? Conviene usarli quando l’impianto produce a sufficienza per farli funzionare. In rete ho trovato delle interessanti soluzioni di domotica per massimizzare al massimo l’impianto per i propri consumi. Una di queste prevede un intelligente e pratico sistema per consumare l’energia prodotta dall’ impianto, anche quando si è fuori casa, attraverso l’attivazione automatizzata degli elettrodomestici solo quando c’è produzione di energia.

Fonte:fotovoltaiconorditalia.it


Lampade Industriali Altec Solar
Altec introduce nel mercato corpi illuminanti efficienti grazie all’utilizzo di prodotti con tecnologia LED. Le componenti utilizzate rappresentano l’eccellenza a livello mondiale e sono sinonimo di garanzia e affidabilità. I prodotti Altec sono rivolti a soggetti professionali, qualificati. I benefici sono direttamente fruibili dal cliente e indirettamente dalla collettività grazie alla riduzione di anidride carbonica immessa nell’ecosistema.



Altec propone corpi d’illuminazioe industriale con LED, con consumi energetici da 50 a 150Watt. Questi corpi d’illuminazione sono adatti per: stabilimenti, magazzini, parcheggi, stazioni di benzina, tunnel, centri commerciali, centri espositivi, aeroporti. Obiettivo principale il miglioramento della qualità della luce, la riduzione del consumo di energia elettrica e non per ultimo la riduzione dei costi. La struttura in alluminio che garantisce un’ottima dispersione del calore e quindi la lunga durata nel tempo. La lampada contiene un led modulare BRIDGELUX (USA), dalle ottime prestazioni e basso decadimento luinoso. La gamma comprende riflettori con due diverse angolazioni di apertura con la doppia scelta del materiale: alluminio oppure policarbonato. Tra le principali caratteristiche dei prodotti Altec:
1) ottima dissipazione del calore,
2) alta conducibilità, grazie alla scelta dell’alluminio come materiale di costruzione,
3) alimentatore-stabilizzatore di corrente MeanWell, rinomato per alto livello tecnologico,
4) alta qualità del chipled che garantisce 50000 ore di vita.

Catalogo Led parte 1
Catalogo Led parte 2
Catalogo Led parte 3

Fonte:qualenergia.it


La tecnologia del futuro è firmata Schüco Italia
Il nuovo innovativo sistema Schüco Italia che integra pompa di calore e impianto fotovoltaico per la produzione di acqua calda sanitaria, riducendo al contempo consumi energetici ed economici



Se si parla di innovazione tecnologica del mondo delle costruzioni si parla di Schüco Italia, tra le recenti soluzioni sviluppate dall’azienda leader nel campo dell’involucro edilizio ad alta efficienza, trova spazio un nuovo sistema, unico sul mercato ed in grado di far dialogare la nuova Pompa di calore Schüco con l’impianto fotovoltaico.
Una soluzione capace di ottenere un risparmio energetico ai massimi livelli, destinando l’energia “pulita” proveniente dal Sole alla pompa di calore per il riscaldamento dell’acqua calda sanitaria, principalmente mettendo in collegamento i due sistemi grazie all’inverter Schüco, appositamente calibrato sull’impianto.
Per comprendere al meglio il funzionamento di questa innovativa soluzione tecnologica, ne abbiamo parlato con Francesco Zaramella, il Responsabile Tecnico della divisione Nuove Energie Rinnovabili di Schüco Italia.
“Abbiamo studiato una pompa di calore che si abbina ai nostri inverter”, esordisce Francesco Zaramella, “l’idea di Schüco è esattamente quella di sviluppare un prodotto in grado di spuntare i maggiori benefici possibili da quello che è l’impianto fotovoltaico. Conoscendo i nostri inverter ed il loro funzionamento abbiamo avuto la possibilità di sposare le due tecnologie in maniera sinottica, unica”.
Ed unica è anche l’efficienza energetica ed il risparmio ottenuto dagli utenti che decidono di affidarsi a questa soluzione, capace di sommare le potenzialità già proprie dei due singoli impianti, ovvero il recupero di calore per il riscaldamento e la produzione elettrica, trasformandole in una componente nuova aggiuntiva.
“La principale novità della nostra proposta sta nel collegamento tra i due sistemi, che ci permette di ottenere molteplici vantaggi. Prima di tutto massimizza l’autconsumo e quindi massimizza gli incentivi a disposizione del fotovoltaico; dall’altra è un prodotto ad alte prestazioni, detraibile fiscalmente e che per di più permette di utilizzare il surplus di energia proveniente dal fotovoltaico sostituendolo ai tradizionali consumi di gas, ovvero riducendo l’apporto di energia proveniente dai combustibili fossili”.di calore per il riscaldamento e la produzione elettrica, trasformandole in una componente nuova aggiuntiva.
“Questo significa aumentare la quota di energia rinnovabile autoprodotta, estendendola dalla semplice produzione elettrica sino ai sistemi generalmente alimentati a gas: in questo modo, gli stessi consumi che prima venivano coperti da caldaie o da bollitori a gas, oggi possono essere sostituiti da un prodotto innovativo, che consuma poco e che, oltretutto, utilizza energia rinnovabile”.


Efficienza energetica ed economica
Entrando nel dettaglio, a beneficiare dell’impianto integrato tra pompa di calore Schüco e fotovoltaico, non sono solo le prestazioni degli edifici, ma anche le tasche dei proprietari, che possono ricorrere agli incentivi previsti dal Governo per promuovere la riqualificazione energetica.
Sostituendo il vecchio sistema poco efficiente con la nuova pompa di calore è infatti possibile accedere alle detrazioni fiscali del 55%, mentre l’impianto fotovoltaico può beneficiare degli inventivi previsti dal Quinto Conto Energia, recuperando in pochi anni il costo complessivo dell’intero intervento; senza dimenticre il “premio per l’autoconsumo” prevista dal Conto Energia per la parte di energia prodotta ed utilizzata in loco, senza reimmetterla in rete.
“E’ un prodotto pensato per l’utenza residenzialesottolinea Zaramelladestinato alle famiglie tradizionali da 3, 4, 5 persone e che si abbina facilmente agli impianti installati, consentendo di riscaldare una quantità di acqua sanitaria tale da soddisfare il fabbisogno energetico dell’intera famiglia per tutto l’anno”.
Un calore pulito e senza emissioni di Co2, che tra l’altro grazie alla pompa di calore, permette un miglioramento della qualità dell’aria del locale nel quale è installata, deumidificando e ventilando naturalmente gli ambiti solitamente destinati a garage o cantina.
“Grazie al nostro inverter la pompa di calore riesce ad accumulare ancora più energia proveniente dal fotovoltaico e nei momenti in cui la temperatura supera i 45-50° di funzionamento, dove le tradizionali pompe di calore rendono poco a causa della necessità maggiore di energia elettrica, la nostra pompa di calore va a funzionare pescando direttamente dall’impianto fotovoltaico, e quindi utilizzando esclusivamente energia rinnovabile”.
Dunque la combinazione sicura dei sistemi Schüco permette di minimizzare i costi energetici utilizzati all’interno delle mura domestiche, prestando al contempo un occhio di riguardo alla sicurezza ed alla salvaguardia ambientale, nonché al benessere delle generazioni future.

Fonte:rinnovabili.it


Il “DNA green” di Schüco Italia
L’azienda padovana ha acquisito due nuove certificazioni volontarie per ottimizzare i sistemi di gestione ambientale e la sicurezza e salute dei lavoratori



Sicurezza sul lavoro e tutela ambientale dovrebbero essere due fattori inseparabili per il comparto produttivo. Lo sa bene Schüco Italia che, per rafforzare ulteriormente le proprie politiche sostenibili, ha deciso di acquisire due nuove certificazioni volontarie: la “BS OHSAS 18001:2007” e la “UNI EN ISO 14001:2044”. “La sicurezza sul lavoro e il rispetto per l’ambiente rappresentano per noi due valori aziendali imprescindibili. Ecco perché chiediamo anche ai nostri partner di condividere questa filosofia, aderendo a tali standard che, peraltro, rappresentano uno stimolo in più per incrementare efficienza ed eticità dei processi aziendali”, ha dichiarato l’Ing. Roberto Brovazzo, Direttore Generale di Schüco Italia.
L’azienda, protagonista nella produzione di sistemi hi-tech per l’involucro edilizio ad alta efficienza energetica e per lo sfruttamento dell’energia solare, tiene fede agli obiettivi sanciti dalla “vision 2020”, rinnovando ancora una volta il proprio spirito green. Nel dettaglio, la certificazione UNI EN ISO 14001:2044 definisce un sistema di gestione adeguato a monitorare e a ridurre l’impatto ambientale delle attività aziendali lungo tutta la filiera – progettazione, produzione, vendita, distribuzione e assistenza – e prevede valutazioni e periodici controlli tramite appositi audit ambientali. La BS OHSAS 18001:2007, punta invece a garantire la tutela dei lavoratori attraverso l’analisi dei rischi, l’adeguamento delle prevenzioni e l’ottimizzazione degli standard lavorativi, consentendo così non solo di prevenire incidenti e infortuni, ma anche di aumentare l’efficienza e le prestazioni.

Fonte:rinnovabili.it


Schüco Italia: orientati verso il futuro
La pluriennale esperienza di Schüco Italia al servizio degli operatori e dell’ambiente, per superare la crisi del settore ed investire nel futuro green



Sono tanti i dubbi sollevati dall’uscita del Quinto Conto Energia, che appare già pesantemente limitato ancora prima di entrare in vigore. I conti non tornano e la paura che il limite massimo di incentivi possa essere raggiunto prima del tempo dilaga tra esperti e professionisti. Schüco Italia è tra le aziende in prima linea in questo settore, attivamente impegnata nella salvaguardia di un mercato di fondamentale importanza per l’economia italiana, ma soprattutto di valore indispensabile per la tutela ambientale.
Nonostante lo scenario complessivamente sfavorevole che si prospetta per il comparto, è lo stesso Direttore Generale di Schüco Italia, l’ing. Roberto Brovazzo, a riportare l’attenzione sugli aspetti positivi del provvedimento, che valorizza i sistemi ad alto contenuto innovativo, nella direzione della sostenibilità ambientveale, confermando la validità delle scelte operate già da tempo dall’azienda.
“Siamo già proiettati oltre il V Conto Energia – afferma l’ing. Brovazzo – con una vision e strategie aziendali che puntano al 2020, soglia fissata dall’’Unione Europea per l’ottimizzazione energetica dei nuovi edifici. L’obiettivo che ci poniamo è la diffusione di prodotti e sistemi che vivano indipendentemente dalla tariffa incentivante, una volta raggiunta la grid parity fotovoltaica, assicurando un contributo alla salvaguardia dell’ambiente basato sull’efficienza energetica delle costruzioni”.
La direzione intrapresa è quella di promuovere la diffusione di edifici Energy3, concetto che Schüco stessa ha ideato per comunicare una nuova filosofia progettuale in ambito edilizio. Gli edifici Energy3 sono autonomi dal punto di vista energetico, sono cioè in grado, non solo di risparmiare e di produrre energia, ma anche di fornirne una quantità superiore rispetto al fabbisogno del momento, potendola poi immagazzinare e utilizzare in modi diversi. Tra le soluzioni che consentono di gestire più efficacemente l’energia prodotta all’interno delle proprie mura, il sistema di accumulo di energia da fonte rinnovabile (Energy manager Schüco) e la pensilina fotovoltaica di ombreggiamento per autovetture dotata di colonnina di ricarica per veicoli elettrici (Carport Schüco).
In ambito fotovoltaico l’offerta Schüco comprende anche moduli fotovoltaici, sistemi di montaggio, inverter che si distinguono per l’elevata efficienza e la massima affidabilità. Queste soluzioni inoltre sono “made in EU”, requisito indispensabile per poter accedere al massimo degli incentivi previsti dal Quinto Conto Energia.
Particolarmente interessante dal punto di vista delle agevolazioni fiscali, e per le caratteristiche innovative, il sistema ProSol TF+, modulo a film sottile per finestre e facciate che, integrandosi all’edificio, accede direttamente alle tariffe incentivanti, senza limitazioni di potenza.

Efficienza e design: modulo Schüco ProSol TF +



Nel territorio europeo, gli edifici sono responsabili del 40% del consumo totale di energia e generano l’equivalente volume di emissioni di CO2. Per questo è particolarmente importante agire già in fase di progettazione delle nuove costruzioni, o di restauro ponderato di quelle esistenti, avendo come obiettivi prioritari la salvaguardia dell’ambiente e la qualità della vita delle persone. La nuova generazione dei sistemi Schüco ProSol TF+ a film sottile risponde perfettamente a questi scopi, migliorando notevolmente il bilancio energetico degli edifici e trasformando il tradizionale limite dell’involucro edilizio quale “dispersore di energia” in un vero e proprio impianto fotovoltaico ad alto rendimento. Grazie alla sua particolare composizione, il sistema ProSol TF+ consente di catturare la massima parte della radiazione solare anche in condizioni di orientamento non ottimale o in presenza di luce diffusa, permettendo di aumentare notevolmente il livello di produttività energetica dell’immobile. Le caratteristiche del modulo ProSol TF+, che può essere inserito come elemento di facciata o di copertura semitrasparente nell’involucro edilizio, fanno sì che si possa accedere a tariffe incentivanti molto vantaggiose. Il nuovo Conto Energia promuove infatti l’utilizzo di impianti fotovoltaici innovativi integrati, che godono di incentivi maggiori dal 38% fino a oltre l’80% rispetto agli impianti tradizionali in copertura. Oltre all’innovazione tecnologica, ciò che distingue le applicazioni Schüco nel panorama internazionale è la notevole qualità estetica delle soluzioni proposte, caratteristica ben rappresentata dal ProSol TF+ che permette la progettazione di facciate completamente personalizzate.

Fonte:rinnovabili.it

Riciclo fotovoltaico: Schüco Italia aderisce al Cobat
Dal primo luglio 2012, per accedere alle tariffe incentivanti previste dal IV Conto Energia, dovrà essere garantita la corretta gestione dei moduli fotovoltaici giunti a fine vita



La recente emanazione delle Regole applicative per il riconoscimento delle tariffe incentivanti del Quarto Conto Energia stabilisce che, per potervi accedere, gli operatori di impianti fotovoltaici che entreranno in esercizio dopo il 30 giugno 2012, dovrà inviare al GSE un certificato contenente l’adesione del produttore o dell’importatore dei moduli fotovoltaici a un consorzio che ne garantisca il riciclo a fine vita.
Un cambiamento importante per il comparto che si sta dimostrando già pronto e preparato. E dopo la notizia dell’accordo stipulato tra COBAT e il Comitati IFI (Industrie Fotovoltaiche Italiane), per realizzare quella che in Italia sarà la prima filiera italiana per la gestione e lo smaltimento dei pannelli, è ora la volta di Schüco Italia che si allinea alla nuova normativa aderendo al consorzio.
“La gestione sostenibile e responsabile della fase di «end of life» dei moduli fotovoltaici non è certamente un aspetto trascurabile per un’azienda come la nostra, particolarmente attenta e sensibile al tema della salvaguardia ambientale. Aderire ad un consorzio accreditato come Cobat costituisce un’ulteriore conferma dell’impegno di Schüco Italia lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, dalla sua realizzazione allo smaltimento”, ha commentato Roberto Brovazzo, direttore generale di Schüco Italia.

Fonte:rinnovabili.it


FV: 9 italiani su 10 farebbero l'impianto



Nove italiani su dieci vorrebbero un impianto solare sulla propria abitazione, secondo l’8° Rapporto "Gli Italiani e il solare", con focus su “Smart cities & green building: autoconsumo ed efficienza”, realizzato da Ipr Marketing e dall'osservatorio sul Solare della Fondazione UniVerde, presentato in occasione della manifestazione Zeroemission Rome 2012.
Questi dati confermano l’ottima predisposizione dei cittadini italiani nei confronti dell’energia solare che rappresenta un’alternativa energetica concreta capace di contribuire alla costruzione di un mondo maggiormente ecologico e di creare nuove opportunità di lavoro, grazie all’incremento costante dei “green jobs”.
Dalle interviste emerge, inoltre, la necessità rilevata dagli italiani, di richiedere al governo e agli enti locali, nuovi incentivi tesi a favorire la diffusione delle rinnovabili. Per il 90% degli intervistati rappresentano, infatti, un’energia di gran lunga più sicura e maggiormente ecosostenibile per l’ambiente per il 96%, se confrontata con le fonti tradizionali di energia. Alla domanda “Sa quanta energia consuma la sua casa ovvero quanta energia serve ogni mese per riscaldarla e rinfrescarla, produrre acqua calda e illuminarla?” si scopre che l’Italia è spaccata quasi a metà: il 46% si dichiara consapevole e attento ai propri consumi, mentre il 49% confessa di essere impreparato ma di avere la volontà ad approfondire l’argomento. Appare, infine, ancora ignoto ai più, l’87% degli intervistati, il significato di smart grids, dato che solo il 6% è a conoscenza del significato e delle opportunità offerte dalle “reti intelligenti” che consentono di produrre energia sicura, conveniente e pulita in proprio, condividendola con gli altri attraverso una democratizzazione dell’energia che porterà ad un cambiamento molto positivo nella nostra società.
Invece, sul versante della bioedilizia le cose cambiano e ben il 92% ritiene che generi benefici per l’ambiente, grazie all’abbattimento dei consumi e per l’opportunità grazie ad essa di vedere diminuire gli sprechi energetici della propria casa, unita alla consapevolezza della rilevanza attuale del certificato energetico per operare scelte mirate e proficue nelle decisioni di acquisto delle nuove abitazioni.

Fonte:energoclub.com


Italia: 1 kWh elettrico su 4 è da fonte rinnovabile



La produzione di energia elettrica in Italia, da sempre appannaggio indiscusso delle fonti energetiche tradizionali non rinnovabili, derivanti dai combustibili fossibili, gas naturale, petrolio, carbone, appare negli ultimissimi anni coperta, in misura sempre più rilevante, dalle energie derivanti da fonti rinnovabili, che sono riuscite a coprire, nella prima parte del 2012, oltre un quarto della produzione totale di energia elettrica del Belpaese.
Dal gennaio all’agosto 2012, infatti, secondo il rapporto pubblicato da Terna, la domanda di energia elettrica nazionale è stata esaudita per il 26,1% dalle rinnovabili elettriche, con grande protagonista il fotovoltaico che, con 13,7 TWh prodotti (dati aggiornati al 31 agosto di quest’anno), ha coperto da solo il 6,3% della produzione di energia elettrica italiana.
Analizzando nel dettaglio il rapporto mensile di Terna sul sistema elettrico, invece, focalizzato sul mese di agosto 2012, si evince che la produzione di elettricità derivante dal fotovoltaico sia stata pari a 2.240 GWh, con una crescita rispetto all’agosto del 2011 che supera il 49%, con un picco nel giorno di punta di 49.472 MWh prodotti. L’ascesa del fotovoltaico emerge poi in misura ancora più ampia se si confrontano i dati di quest’anno con quelli del periodo gennaio-agosto del 2011, dai quali emerge l’incremento del 106% dell’incidenza del fotovoltaico sul fabbisogno energetico elettrico rispetto ai dati relativi allo scorso anno.

Fonte:energoclub.com


Enel quarto emettitore europeo. Primo in Italia



Continua il braccio di ferro sui numeri tra Greenpeace ed Enel in merito alle emissioni di CO2 del gruppo energetico.
Avevamo evidenziato di recente che nel dall’ultimo rapporto sul “fuel mix disclosure” elaborato dal GSE la quota di generazione elettrica immessa nel sistema elettrico italiano nel 2011 da Enel Produzione, circa 79 TWh, era per il 48,7% costituita da carbone; e la restante parte: gas (28,9%), rinnovabili (20,7%) e prodotti petroliferi (1,7%).
L’associazione ambientalista in suo recente rapporto evidenziava il fatto che il carbone di Enel è causa di emissioni annuali di CO2 pari a 27 milioni di tonnellate.
Ora questo dato sembra verosimile alla luce dei dati pubblicati oggi dal Carbon Market Data, l'istituto che raccoglie le informazioni sulle emissioni di CO2 in Europa dai grandi impianti. Sono 78 milioni le tonnellate di CO2 emesse nel 2011 da Enel in Europa che fanno dell’ex monopolista italiano il quarto emettitore assoluto europeo (dopo RWE, Vattenfall e E.ON) e il primo in Italia. Fatto importante che c'è anche un incremento delle emissioni di anidride carbonica di 10 milioni di tonnellate rispetto al 2010.
Greenpeace punta l’indice contro i dati falsi o omessi da Enel sugli impatti ambientali, sanitari ed economici e critica le contraddizioni che emergono da una nota diffusa pochi giorni fa dal gruppo energetico. Per Greenpeace sono quattro le bugie dell’Enel:
“Prima bugia: "le attività dell'azienda […] si svolgono nel pieno rispetto delle leggi che tutelano l'ambiente e la salute". Falso. Enel è già stata condannata, anche per "emissioni moleste, danneggiamento all'ambiente, al patrimonio pubblico e privato e violazione della normativa in materia di inquinamento atmosferico" per la centrale di Porto Tolle. Per quella stessa centrale tutto il management risulta oggi rinviato a giudizio per "omissione dolosa di cautele contro disastri". Altre indagini sono in corso - anche per omicidio colposo - in relazione alle emissioni della centrale a carbone di Brindisi. Su cui, inoltre, sono aperte inchieste per smaltimento illecito di rifiuti pericolosi e disastro ambientale.
Seconda bugia: "circa metà dell'energia elettrica che Enel produce è priva di qualunque tipo di emissione, compresa l'anidride carbonica". Non è così, se a livello globale quella percentuale è inferiore al 50% e in Italia supera di poco il 40. Nella stima di Enel è inclusa anche la produzione nucleare, il cui livello di pericolosità va ben oltre le emissioni di CO2. Ma quanto viene emesso per produrre oltre il 50% dell'elettricità fatta da Enel? Alcune delle sue centrali, a livello europeo, sono tra le più inquinanti, come testimoniato anche dall'Agenzia Europea per l'Ambiente.
Terza bugia: l'azienda sostiene di avere "in programma investimenti nelle fonti rinnovabili per oltre 6 miliardi di euro nei prossimi cinque anni, un impegno che ha ben pochi paragoni a livello globale". Gran parte di quei 6 mld su un piano complessivo di oltre 27, è destinata a grandi impianti idroelettrici in Sud America e non riguarda le nuove tecnologie rinnovabili. Per un confronto, la banca Goldmann&Sachs ha annunciato di stanziare 40 miliardi di dollari nelle rinnovabili nei prossimi 10 anni e ha un fatturato annuo inferiore alla metà di quello di Enel.
Infine, Enel ricorda che "solo il 12% dell'energia elettrica italiana è prodotta con il carbone contro una media europea di circa il doppio". Con questa affermazione l'azienda parla d'altro per non ammettere la verità. Greenpeace non contesta il dato nazionale della produzione di elettricità da carbone, bensì fa riferimento al carbone di Enel, i cui documenti riportano una produzione che nel 2011 ha superato il 41%.”
Ora attendiamo la replica di Enel che ha comunque già dichiarato l'intenzione di querelare l'associazione ambientalista..


Da Schüco la finestra che fa bene all'ambiente



Riduzione degli sprechi energetici, sostenibilità ambientale e comfort. Tre priorità a cui è chiamata anche l’edilizia residenziale.
Schüco, leader nella fornitura delle più moderne tecnologie per finestre e facciate, lancia sul mercato il suo ultimo e innovativo prodotto, presentato in occasione di SolarExpo (Verona, 9-11 maggio).
La finestra fotovoltaica Schüco è caratterizzata da più strati a film sottili. Grazie alla semitrasparenza si riesce a creare un ambiente gradevole permettendo l’ingresso della luce naturale.
La finestra offre anche una schermatura solare, producendo energia con elevati livelli di efficienza. Il nuovo modulo fotovoltaico ha una potenza di 100 Wp, una produzione annuale di energia pulita pari a 100-110 kWh/anno e prevede incentivi superiori rispetto a un tradizionale impianto in copertura. Questo consente un duplice vantaggio: si ottiene energia pulita e si risparmia sulla bolletta.
Schüco ha pensato anche all’automazione della finestra con l’apparecchiatura meccatronica TipTronic e il sistema VentoTherm che assicura il mantenimento di una situazione climatica ottimale nell’ambiente interno in modo totalmente automatico e a bassissimi consumi.
A ciò si aggiunge il sistema di controllo Schüco Wireless Control System che, dialogando con i precedenti dispositivi, consente di gestire la ventilazione ibrida coniugando in un’unica soluzione le caratteristiche dei due sistemi a vantaggio dell’efficienza energetica dell’edificio, della climatizzazione degli ambienti e della qualità dell’aria.



Energia solare e benefici per il paese, ecco la verità.



Negli ultimi mesi sono state diffuse informazioni che attribuiscono alle rinnovabili e al fotovoltaico le responsabilità dell'aumento dei costi dell'energia elettrica.
Secondo alcuni, le rinnovabili avrebbero stravolto tempi e meccanismi di produzione.
Inoltre l'enegia prodotta da fotovoltaico non sarebbe conveniente rispetto a quella generatadalle fonti fossili e avrebbecosti maggiori che si riversano sulle bollette degli italiani.




Perchè il fotovoltaico rende anti-economiche le centrali a combustione



In altri articoli abbiamo parlato dei prezzi dell’energia elettrica che paghiamo in bolletta.
Abbiamo visto come i prezzi delle fonti tradizionali dipendono da diversi fattori tra cui, non poco incisivi, i costi fissi di funzionamento, il prezzo del petrolio ed il prezzo del gas, risorse per lo più di importazione.
Molte centrali elettriche ad oggi in funzione in Italia funzionano a gas ed a carbone. Funzionano con materie prime, combustibili, che sono per lo più importate dall’estero. Ecco perchè il prezzo della corrente elettrica è strettamente fluttuante e dipendente dai prezzi di importazione di gas, petrolio e carbone.

Le centrali a combustione sono meno necessarie
Con l’avvento e la forte crescita delle fonti rinnovabili in Italia ed in Europa, in particolare del solare fotovoltaico, l’energia può finalmente venire prodotta per lo più con risorse “proprie”, o meglio con risorse disponibili in abbondanza e spontaneamente nell’ambiente: sole, vento, ecc… Queste risorse, che bypassano il mercato per il loro approvvigionamento, ci rendono più autonomi e indipendenti dalle fluttuazione dei prezzi di mercato e dalle disponibilità di combustibile dall’estero.
E’ attraverso l’inserimento delle centrali energetiche a fonti rinnovabili nel sistema energetico nazionale che le tradizionali centrali a combustione, che si basano per lo più sull’importazione del carburante, stanno diventando meno necessarie e marginali per il fabbisogno energetico diurno. Il solo fotovoltaico è arrivato a più di 12 gigawatt di potenza installata, mentre l’eolico raggiunge più di 6 gigawatt.
L’avvento del fotovoltaico e dell’eolico nel sistema energetico italiano sta rendendo decisamente competitiva la produzione di energia rinnovabile rispetto all’energia tradizionale. Nelle ore diurne, ore di punta della domanda energetica, il fabbisogno è coperto, molto più di prima, dalla produzione da fonti rinnovabili che, secondo le normative, hanno la priorità di utilizzo rispetto alle altre fonti energetiche.
Cosa significa questo? Questo significa che le tradizionali centrali rimangono veramente utili e necessarie solo nei momenti marginali in cui le fonti rinnovabili, per definizione intermittenti, non producono o producono meno.

Fotovoltaico : come incide sulle tariffe biorarie ?
Originariamente, per regolare ed equilibrare la domanda con l’offerta dell’ energia disponibile è stato creato un sistema tariffario per fasce bi-orarie di consumo: F1, F23. Un sistema che prevede prezzi maggiori dell’energia nei momenti di punta (le ore diurne dal lunedì al venerdì) e prezzi minori per le fasce serali, notturne, sabati, domeniche e festivi. Attraverso questo meccanismo delle tariffe biorarie sono stati incentivati i consumi domestici per esempio la notte o nei week-end.
L’avvento massiccio delle rinnovabili ha scombussolato il meccanismo delle tariffe biorarie avendo creato maggiore disponibilità di energia nei momenti di maggiore richiesta.
Cosa accade nello specifico ? E perchè ? Nello specifico accade che, nelle fasce orarie pre-serali, quando gli impianti fotovoltaici iniziano il loro quotidiano calo produttivo, l’energia aumenta di prezzo: i dati parlano di un +30%. Questo avviene perchè le classiche centrali, che di giorno vedono considerevolmente calare la loro utilità, devono alzare i prezzi per poter far fronte ai costi fissi di funzionamento, costi a cui devono comunque far fronte, a prescindere dal loro effettivo funzionamento ed a prescindere dall’energia che riescono a vendere sul mercato.

Perchè il fotovoltaico rivoluziona le tariffe biorarie ?
Ricapitolando: le rinnovabili, in particolare eolico e fotovoltaico, fanno diminuire il prezzo dell’energia di giorno, nelle ore di picco della richiesta, per l’abbondanza dell’offerta. Alle rinnovabili è data sempre, giustamente, la priorità di utilizzo in rete. Questa priorità mette la produzione energetica non rinnovabile in secondo piano rispetto al fabbisogno coperto dalle rinnovabili.
Di sera, invece, la domanda è soddisfatta dalle centrali tradizionali, in particolare quelle a gas. Queste centrali a combustione, per coprire gli alti costi fissi di funzionamento e di acquisto del carburante, sono indotte ad aumentare i prezzi nel momento in cui effettivamente riescono a vendere l’energia prodotta: nelle ore serali. Così si crea un sensibile aumento dei prezzi dell’energia nelle fasce orarie preserali e serali, fasce in cui l’energia dovrebbe, secondo le tariffe di maggior tutela definite dall’aeeg, costare di meno. Ricordiamo che le tariffe definite dall’Aeeg sono aggiornate periodicamente sulla base dei prezzi medi di mercato rilevati nel periodo precedente.

Il fotovoltaico e le rinnovabili rendono antieconomiche le attuali centrali a combustione.Tutto questo indica che le tradizionali centrali a combustione iniziano a manifestare i primi segni di anti-economicità, sicuramente nelle ore diurne, ore di picco della richiesta energetica. L’energia prodotta dagli impianti a fonti rinnovabili risulta quindi di fatto già competitiva nelle ore diurne rispetto a quella prodotta dalle fonti rinnovabili. Per questo motivo le centrali elettriche a gas ed a carbone sono indotte ad aumentare i prezzi, nelle ore del loro effettivo funzionamento, per rientrare dai costi e per mantenere i loro margini di guadagno. Tutto questo è un ulteriore segnale di avvicinamento della cosiddetta grid parity ? Le rinnovabili di fatto già rendono disponibile energia elettrica a prezzi più competitivi rispetto ai prezzi delle centrali a combustione.



10 Buoni motivi per scegliere i moduli a film sottile.



SCARICA IL PROSPETTO (2,04MB)


La verità sugli ''aumenti delle bollette Enel a causa delle rinnovabili''



Da ormai molti mesi ci sentiamo ripetere da quasi tutti i media che le energie rinnovabili stanno raggiungendo costi insostenibili e che la bolletta ENEL aumenta in continuazione a causa del supporto fornito alle energie pulite.
Con queste righe, che spero avrà la pazienza e compiacenza di leggere, voglio fornire qualche dato oggettivo, per consentirLe di formarsi un’opinione personale non suggerita da agenzie di stampa o riedizione di opinioni espresse da altri.
Per sgombrare il campo da qualsiasi dubbio di faziosità analizziamo i dati forniti da AEEG (Autorità per Energia Elettrica e Gas) che, trattandosi di una Autorità Garante, per quanto schierata e non favorevole alle rinnovabili nei toni coi quali esprime i concetti, fornisce però dati oggettivi ed attendibili.

A questo link bolletta_trasparente.pdf può scaricare un documento, redatto da AEEG (lo stesso che Le allego) che spiega quali sono le componenti del costo in bolletta. Di questo documento, che La invito a leggere con attenzione, riassumo i dati essenziali:

1. Per una famiglia media il costo di energia elettrica è di circa 517 Euro/anno
2. Di questo costo solo il 57% è energia, tutti gli altri sono oneri di decine di tipi diversi che vanno dal supporto alle Ferrovie, allo smantellamento delle centrali nucleari Italiane per il cui smaltimento stiamo pagando da oltre 20 anni, al sostegno per inceneritori e smaltimento di scorie della lavorazione petrolifera (un regalino quest’ultimo che ha trasformato un costo industriale dei petrolieri in un business che ha reso loro finora oltre 35 miliardi pagati dai cittadini tramite la bolletta enel).
3. Imposte su tutti gli importi, quindi tasse sugli oneri, cioè la tassazione di una tassa!!

Di queste cifre 5,58 Euro/mese dipendono dalle rinnovabili.
5,5 Euro al mese per famiglia!! 1/5 del costo di un caffè al giorno per famiglia!
Ha senso fare questo enorme allarmismo per 5,5 Euro al mese a famiglia?


Questo dei 5,5 Euro/famiglia/mese è, se proprio vogliamo vederlo come tale, l’aspetto negativo; le rinnovabili però hanno anche numerosi aspetti positivi che Le voglio elencare brevemente:

1. Hanno creato in questi anni di recessione generale, oltre 150.000 posti di lavoro in controtendenza con ogni altro settore (e non è che non esistano altri settori pesantemente incentivati che però producono solo disoccupazione), posti di lavoro soprattutto giovanili e soprattutto al SUD.
2. Producono nelle ore centrali del giorno una enorme quantità di energia che ha fatto diminuire il costo dell’energia nelle ore di picco dei consumi,
3. NON INQUINANO!! Producono un enorme beneficio ambientale che significa, maggior benessere, minore quantità di patologie e quindi minori costi di sanità a carico della collettività,
3. Producono entrate fiscali importanti per lo stato in termini di IVA, contributi, IRES, IRAP, concessioni, permessi, bolli, contrattualistica,
5. Rendono il costo dell’energia sempre meno dipendente dal costo del petrolio, gas, uranio, carbone ecc.
6. ….potrei continuare a lungo, ma mi limito ai punti essenziali,

TUTTI QUESTI BENEFICI, SECONDO LEI, NON VALGONO 5,5 EURO AL MESE A FAMIGLIA?

Lei davvero crede che i cittadini Italiani se correttamente informati, sarebbero contrari a spendere 5,5 Euro al mese a famiglia, per creare posti di lavoro e lasciare un ambiente migliore ai propri figli? Come si spiega allora che quasi tutti i media continuano a dare una informazione distorta e parziale?

Le suggerisco io una risposta che può trovare conferma anche in un altro documento ufficiale dell’AEEG il seguente:
RELAZIONE DELL’AUTORITÀ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS SULLO STATO DEI MERCATI DELL'ENERGIA ELETTRICA E DEL GAS NATURALE E SULLO STATO DI UTILIZZO ED INTEGRAZIONE DEGLI IMPIANTI ALIMENTATI DA FONTI RINNOVABILI

http://www.autorita.energia.it/it/docs/12/056-12.htm

http://www.autorita.energia.it/allegati/docs/12/056-12.pdf

Sia gentile legga anche questo! Questo documento alla pag. 54, dice testualmente:

“I prezzi e i profili di offerta tipici degli impianti eolici e fotovoltaici hanno l’effetto di comprimere i prezzi di equilibrio su MGP (Mercato del Giorno Prima) in molte ore, riducendo significativamente il numero di ore in cui gli impianti termoelettrici hanno l’opportunità di coprire, oltre ai loro costi variabili, almeno parte dei loro costi fissi.”
Cosa significa al di fuori del gergo tecnico? Significa che il fotovoltaico e l’eolico abbassano troppo i prezzi dell’energia e quindi coloro che producono energia inquinante non guadagnano più abbastanza.

Cioè ENEL ed ENI non riescono più a guadagnare soldi perché le rinnovabili abbassano troppo il costo dell’energia quindi questi giganti reagiscono cercando di screditare e distruggere le rinnovabili e lo fanno coi loro giornali, le loro TV, le loro agenzie, con una campagna di stampa tanto martellante ed intensa quanto piena di falsità.

Le fonti rinnovabili, nel 2011, hanno consentito un risparmio sul prezzo dell’elettricità all’ingrosso pari a 396 milioni di euro. A sostenerlo è l’Irex Annual Report 2012 dell’Istituto Althesys. L’analisi si basa sulla comparazione costi-benefici in una proiezione che somma gli effetti dal 2008 al 2030. Tra i vantaggi economici spiccano quelli generati dall’abbattimento delle emissioni: l’anidride carbonica ha un preciso valore di mercato e la riduzione degli altri inquinanti comporta benefici in termini di mancato aggravio per i costi sanitari e le ore di lavoro perse. Altro punto a favore è la diminuzione del rischio: il prezzo dell’energia solare, eolica e geotermica resta fisso nel corso degli anni, il costo del gas e del petrolio NO. Per quanto riguarda i costi dei materiali e dei costi di supporto economico alle rinnovabili, la tendenza è a scendere man mano che aumenta la competitività delle varie fonti (ad esempio per il solare è previsto l’azzeramento degli incentivi tra quattro anni).

Sommando costi e benefici si ricava un saldo positivo che vale, al 2030, tra i 21,8 e i 37,7 miliardi di euro.

MA ALLORA NON E’ VERO CHE LE RINNOVABILI SONO UN COSTO! Certo se nei bilanci si guardano solo le uscite, forse si, ma i bilanci veri si fanno come differenza fra entrate e uscite.

“I dati indicano con chiarezza un effetto positivo sul sistema Paese in tutti gli scenari tracciati”, avverte Alessandro Marangoni, l’economista che guida Althesys.
http://www.althesys.com/sviluppo-di-conoscenze/osservatori-e-centri-di-ricerca/irex-monitor/annual-report/

Come avrà potuto percepire, non è vero che le rinnovabili sono troppo costose, si tratta di una campagna mediatica imponente finanziata dai grandi produttori di energia termoelettrica (da carbone, petrolio e gas) e dai loro fornitori di combustibili. Per queste organizzazioni il benessere del popolo Italiano non è al primo punto nella loro scala di interessi. Questa difesa di interessi economici consolidati è perfino comprensibile, ma è basata su menzogne.
Enel - Il carbone costa un morto al giorno.pdf

Non sarò certo io a dirLe che le rinnovabili sono la soluzione di tutti i problemi energetici; l’unica soluzione è probabilmente un mix di energie nel quale ogni sorgente lavori al meglio delle prestazioni, ma non possiamo permettere che scelte strategiche importanti per il futuro della nostra nazione vengano fatte da pochi speculatori, orientati solo a tutelare i loro interessi e del tutto indifferenti al bene della collettività.

Distinti saluti
Pierluigi Della Torre


Citroen C-Zero e colonnina di ricarica Ithre esposti nella nuova concessionaria Citroen Automec 92 di Agropoli.



La C-Zero è un veicolo totalmente alimentato ad elettricità e possiede un motore a magnete permanente che produce 47 kW o 64 CV da 3000 a 6000 giri/min. Tale motore è sistemato posteriormente, e va ad agire sulle ruote posteriori, facendo della C-Zero la prima Citroën a trazione posteriore del nuovo millennio e la prima autovettura Citroën a trazione posteriore dopo 77 anni.
Il motore è alimentato da batterie di ultima generazione, agli ioni di litio, poste al centro del veicolo composte da 88 celle da 50 Ah. Per ricaricare le batterie occorre collegare un apposito cavo a una presa di 220 V. Una ricarica al 100% richiede 6 ore, ma si può raggiungere il 30% della ricarica in mezzora.
L'auto è anche molto semplice da utilizzare, poiché si guida come una normale city car, al posto dell'indicatore del carburante si troverà un indicatore della carica. Inoltre, le caratteristiche del motore elettrico, che rende disponibile la coppia massima già al minimo, rende superflua la presenza di un cambio di velocità. E' tuttavia presente un selettore di modalità di marcia, simile ad una leva del cambio.
Tra le altre "chicche" tecnologiche presenti sulla C-Zero, va ricordato il sistema di recupero dell'energia in frenata.
Prestazioni
Per quanto riguarda la velocità massima, la Casa dichiara una punta di 130 km/h, con un'accelerazione da 0 a 100 km/h coperta in 15.9 s, e con un'autonomia massima di 150 km, ottenibile con un'andatura di tipo economico, vale a dire con il pedale dell'acceleratore sempre a metà corsa. In caso di andatura più spinta, ovviamente, l'autonomia diminuisce sensibilmente.
La colonnina Ithre in abbinamento ad una pensilina fotovoltaica può essere collocata, come già realizzata da alcuni comuni, in aree pubbliche a servizio dei cittadini e del parco macchine della polizia municipale oppure in luoghi di grande afflusso di persone come centri commerciali , cinema o fabbriche.


Anche i pannelli solari inquinano. Se non vengono smaltiti correttamente.



Con il Decreto del 5 maggio 2011, riferito al quarto conto energia, il Ministero dello Sviluppo Economico ha sancito l’obbligo per i soggetti responsabili di dotarsi di un canale di corretto smaltimento dei pannelli solari per tutti gli impianti che entreranno in funzione dal 30 giugno 2012, pena la non concessione dei contributi incentivanti. Questo passaggio introduce il principio del “chi inquina paga”, come avviene già per i RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche). Recita il decreto: «Dal 30 giugno 2012, per ottenere l’incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici, il soggetto responsabile è tenuto a trasmettere al GSE il certificato, rilasciato dal produttore dei moduli fotovoltaici, di adesione a un sistema o consorzio europeo che garantisca, a cura del medesimo produttore, il riciclo dei moduli fotovoltaici utilizzati al termine della vita utile dei moduli».

Il recupero di un pannello solare

Da un pannello solare è possibile recuperare materie prime seconde come:

Silicio: rappresenta il “cuore dei pannelli”. Triturato e pulito delle sostanze chimiche può essere riutilizzato nella generazione di nuovi pannelli solari oppure per farne del vetro da utilizzare per esempio in alcuni ambiti del settore costruzioni;
Alluminio: è la cornice del pannello solare. Viene raccolto e riutilizzato per realizzare altri oggetti in alluminio.
Inquinanti: Solo in alcuni tipi di pannelli solari è presente il tellururo di cadmio: sostanza tossica ed altamente inquinante che deve essere smaltita correttamente.
Fonte:expoclima.net


Solarpark a San Sebastiano in Piemonte.



La ALTEC Solartechnik AG ha fornito i sistemi di montaggio per un impianto in campo aperto a
San Sebastiano in Piemonte. In una tipica zona collinare 4200 moduli ricoprono un’area di 7000 m² producendo una potenza di 985 kWp.
I moduli sono stati fissati con il sistema di montaggio ALTEC ALFREIRAMM, sviluppato appositamente per quello scopo e quel tipo di terreno.
La fondazione dell’impianto è stata effettuata con un sistema a singolo sostegno e il collegamento della sottostruttura alla fondazione è stata fatto con l’ausilio di una testa di appoggio rinforzata. Nonostante la sfida del posizionamento in modo parallelo al terreno e con un’inclinazione fino a 45° sono stati installati 66 tonnelate di materiali e 11 km di guide profilate. Il sistema si adatta perfettamente al paesaggio collinare e garantisce ottima sicurezza.


IFI: “D’accordo con il ministro Clini. Incentivi sono una risorsa per lo sviluppo del paese”



In una recente dichiarazione, il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha affermato che gli incentivi alle energie rinnovabili non rappresentano il peso più importante nei costi delle bollette elettriche degli italiani. Il Comitato IFI (Industrie fotovoltaiche italiane) condivide pienamente la posizione del ministro. «Gli incentivi sono un investimento che ha un ritorno certo per lo sviluppo del sistema paese», ha dichiarato il vicepresidente di IFI Alessandro Cremonesi, «in un momento in cui la ripresa è quanto mai necessaria. Riteniamo che queste risorse, anziché andare disperse a vantaggio di posizioni speculative e di produzioni extra europee, dovrebbero essere utilizzate per favorire un modello di sviluppo del fotovoltaico, che stimoli la competenza e le eccellenze del nostro sistemapaese, e la volontà di essere leader nella ricerca e nello sviluppo. Proprio nella ricerca tecnologica c’è un potenziale di crescita stabile e di medio-lungo periodo, estremamente significativo e da tenere maggiormente in considerazione»

Clini: “Il Governo sostiene il solare e vuole snellire l’iter burocratico per gli impianti”.



Il ministro dell’ambiente Corrado Clini, durante la trasmissione televisiva “Uno Mattina”, andata in onda su Rai1 il giorno 9 gennaio 2012, ha affrontato il tema delle fonti alternative evidenziando la necessità di potenziare le rinnovabili e investire su ricerca e sviluppo. «Il fotovoltaico nei prossimi anni», ha affermato il ministro «dovrebbe fare un salto tecnologico come quello compiuto alla fine degli anni 80 dalla telefonia nel campo delle comunicazioni». Il Ministro ha anche sottolineato l’importanza dello snellimento dell’iter autorizzativo per gli impianti di energia rinnovabile. «Abbiamo due impegni», continua Clini. «Finire di giocare al gioco dell’oca per le autorizzazioni relative agli impianti, versante sul quale stiamo lavorando, e dare garanzie al settore. Il sostegno alle rinnovabili non è il peso più importante in bolletta».


Moduli a fine vita, PV Cycle: "Recuperate le prime 1.000 tonnellate".
Primo importante traguardo per Pv Cycle, l’organismo, che dalla sua fondazione nel 2007,
ha definito e avviato un programma di ritiro e riciclaggio dei moduli fotovoltaici al termine del loro ciclo vita. A fine settembre ammontavano a 1.020 tonnellate i moduli giunti al termine del loro ciclo vita e recuperati per essere avviati al riciclo da quando, a giugno 2010, il programma è partito.



Primo importante traguardo per PV Cycle, l’organismo, che dalla sua fondazione nel 2007, ha definito e avviato un programma di ritiro e riciclaggio dei moduli fotovoltaici al termine del loro ciclo vita. A fine settembre ammontavano a 1.020 tonnellate i moduli giunti al termine del loro ciclo vita recuperati per essere avviati al riciclo da quando, a giugno 2010, il programma è partito. A queste vanno aggiunte le 1.900 tonnalle raccolte e riciclate provenienti dal sistema di raccolta individuale anch’esso aderente a PV Cycle. Numeri che dimostrano come l’associazione sia in grado di gestire volumi sempre più consistenti, determinati dalla crescita del settore a fronte della richiesta di energia rinnovabile. Oggi il sistema PV Cycle è in grado di trattare i moduli fotovoltaici dismessi in qualsiasi paese dell’Unione europea e in Svizzera, Norvegia, Liechtenstein e Islanda. “La raccolta delle prime 1.000 tonnellate è una pietra miliare non solo per PV Cycle, ma per l’intero settore fotovoltaico europeo”, spiega Jan Clyncke, direttore generale dell’associazione. “Tenuto conto di un periodo di vita utile di oltre 30 anni, prevediamo che nei prossimi decenni entreranno nel sistema volumi sempre più significativi. Il successo finora ottenuto dal sistema sono la migliore garanzia della capacità dell’intera filiera del fotovoltaico di trattare adeguatamente ogni modulo che verrà dismesso nel prossimo futuro”.
Quasi il 45%dei moduli fotovoltaici raccolti proviene dalla Germania, seguita da Spagna, Italia, Polonia, Belgio e Francia. Dopo la raccolta, PV Cycle provvede a trasferire i moduli verso gli impianti di riciclaggio associati per il trattamento. Nel caso dei moduli in silicio, gli impianti partner dediti al riciclaggio sono attualmente situati in Germania, Belgio e Spagna. Per i moduli non realizzati in silicio i partner hanno sede in Germania e Belgio. Operante a titolo gratuito e interamente finanziato dai produttori e dagli importatori, il sistema è disponibile per chiunque desideri smaltire moduli fotovoltaici facenti parte dei marchi associati, mentre per i pannelli di marchi non associati potrebbero applicarsi condizioni speciali. Il numero attuale di membri di PV Cycle ha quasi raggiunto quota 230 membri, tra produttori e importatori di moduli fotovoltaici, rappresentanti oltre il 90% del mercato europeo dei moduli fotovoltaici, oltre a centri di ricerca, associazioni, installatori e distributori. Il piano di ritiro e riciclaggio si basa su oltre 170 punti di raccolta permanente allestiti in una dozzina di paesi. A seconda delle quantità di moduli da smaltire è prevista anche l’installazione di centri di raccolta temporanea.
Fonte: zeroemission.eu

Ritiro e sistema di riciclaggio

Schüco member PV Cicle


10 buoni motivi per scegliere i moduli a film sottile Schüco.

moduli film sottilemoduli film sottilemoduli film sottile

Schüco, fornitore di sistemi fotovoltaici completi che dispone di un know how specializzato sia per la lavorazione dell’alluminio che per la costruzione di facciate e la produzione di sistemi fotovoltaici, combina innovativi moduli a film sottile e inverter molto efficienti con sistemi di montaggio per realizzare sistemi a film sottile dalle alte prestazioni. I sistemi a film sottile Schüco offrono la giusta soluzione per ogni esigenza progettuale. Possono essere realizzati piccoli impianti per abitazioni monofamiliari, come grandi progetti su terreno o grandi impianti su tetti industriali.

Scarica Approfondimento



Fotovoltaico 2011, siamo il più grande mercato al mondo.



Il fotovoltaico mondiale installato nel 2011 si attesterà sui 24 GW contro i 19 del 2010 (+26%).
L'Italia ha ormai sorpassato la Germania ed è diventata il primo mercato al mondo per l'anno in corso, ma a livello europeo il fotovoltaico rallenta e, globalmente, nonostante l'aumento delle installazioni degli ultimi 3 mesi i magazzini restano pieni. Sono i dati principali che vengono dalle ultime analisi di mercato: il Q4'11 Database PV Demand IMS Resarch e il European PV Markets Quarterly di Solarbuzz.

Secondo IMS si sta verificando l'impennata delle installazione pronosticata per la seconda metà dell'anno: si stimano infatti oltre 15 GW installati tra luglio a dicembre contro gli 8 GW della prima metà dell'anno.

Una crescita, fa notare la società di consulenza, che non si traduce in aumento della domanda di componenti: la causa sono gli alti livelli di inventario, i magazzini, che per via della sovrapproduzione, erano già pieni. "Nonostante installazioni quasi doppie nella seconda metà dell'anno, la maggior parte dei fornitori non ha visto nessun incremento considerevole negli ordini. La causa appunto sono i livelli elevati delle scorte: i clienti installano moduli e inverter acquistati in precedenza", spiega Ash Sharma, uno degli autori del report. Alcuni mesi fa, IMS Research aveva quantificato le scorte di magazzino accumulate che per i moduli erano addiritttura pari a 10 GW e per gli inverter a 6 GW.

Con la fine del 2011 l'Italia diventa il più grande mercato mondiale del fotovoltaico (considerando ovviamente solo gli impianti effettivamente installati nel 2011, a prescindere dalla data della domanda di connessione). IMS Research dunque considera che in Italia nel 2010 siano stati installati 4,5 GW di nuova capacità e che a fine 2011 le installazioni annuali arrivino a circa 6,8 GW: la fetta più grande del mercato mondiale annuale, il 28%, superando la Germania che si ferma al 25% (vedi grafico ).


Come detto invece a livello europeo invece il fotovoltaico frena: la crescita è solo del 3% e, sulla domanda mondiale, la quota dell'Europa passa dall'82% del 2010 al 68% del 2011.
A incidere c'è soprattutto il rallentamento di Germania e Repubblica Ceca. Sono dati simili a quelli forniti da Solarbuzz, che rileva anche come il prezzo dei moduli sul mercato europeo a livello di distributori sia sceso del 32% anno su anno. A crescere sono invece i mercati asiatici e americani; da queste due aree proviene l'85% della crescita globale nelle installazioni 2011. Una tendenza che secondo IMS dovrebbe continuare nel 2012, quando la quota europea di nuovi impianti scenderà al 50%.

Da notare il fatto che il mercato del fotovoltaico mondiale continua a diversificarsi geograficamente, ossia si moltiplicano i mercati nazionali dalle dimensioni rilevanti. Nel 2010, si legge nel report, 16 mercati avevano installato più di 100 MW di fotovoltaico, nel 2011 saranno 20.

Questa differenziazione, spiegano da IMS, creerà a breve termine un certo disorientamento per i produttori, che non potranno più guardare o fare affidamento su pochi mercati per alimentare la loro crescita; ma certamente nel medio e lungo termine produrrà stabilità per l'industria, contribuendo a bilanciare gli effetti delle politiche di incentivazione di in un singolo paese e a ridurre ampie oscillazioni della domanda e dell'offerta.

Solo quattro tra i dieci mercati più grandi nel 2011 sono europei. Tra questi c'è il Regno Unito: dai 45 MW installati nel 2010 è passato a oltre 500 MW, spinto dagli incentivi generosi che verranno però tagliati a dicembre. Cresce il fotovoltaico degli Stati Uniti che diventano il terzo mercato di quest'anno. La Cina sarà il quarto, con un installato 2011 tra gli 1,9 e i 2,5 GW: i tassi di installazione nella potenza asiatica si sono impennati dopo l'introduzione delle tariffe feed-in provinciali e nazionali, introdotte dal Governo per spingere il mercato interno, visto che quello europeo assorbe sempre meno. Nel grafico sotto la crescita in termini di potenza installata per diverse tipologie di impianto.


Fonte: qualenergia.it


LA ITHRE CHIUDE ACCORDO PER LA DISTRIBUZIONE NEL SUD ITALIA CON ALTEC SOLAR.



L`ALTEC Solartechnik AG si punta sull‘internazionalizzazione delle sue offerte – uno step importante è la fondazione della filiale italiana – L’ALTEC SOLAR S.r.l. a Vallese di Oppeano nella Bassa Veronese. “I motivi per essere presenti sul mercato italiano sono diversi”, così l’amministratore delegato di ALTEC Solar Srl, Nico Scholz. “Il mercato fotovoltaico italiano offre un enorme potenziale in termini di opinione pubblica positiva verso il fotovoltaico. Un alto livello qualitativo dei lavoratori, continue idee innovative e un mercato con alto potere d’acquisto disegnano l’Italia come un ottimo paese per l’industria solare. Un fattore essenziale della crescita del mercato sono i prezzi alti dell´energia elettrica, i quali rendono attrattivi gli investimenti in impianti fotovoltaici - anche su piccola scala. Un ulteriore fattore positivo è la radiazione solare, che è superiore di circa il 50 per cento in Italia che per esempio in Germania. Inoltre, il posizionamento strategico dell`Italia ermette di raggiungere ulteriori mercati come L´Austria, Slovenia oppure Croazia. Il nostro scopo strategico è di stabilirci sul mercato italiano come fornitore affidabile e flessibile. Le nostre strategie per farcela sono principalmente l’orientamento alle esigenze del cliente insieme alla fornitura dei prodotti innovativi che offrono un valore aggiunto al nostro cliente” sottolinea Nico Scholz.
La tedesca ALTEC Solartechnik AG con sede a Crispendorf / Thuringia produce sistemi di montaggio per il mercato fotovoltaico da ben 15 anni e dispone di un organico di oltre 250 dipendenti in due stabilimenti. La gamma dei prodotti fotovoltaici si estende dai singoli componenti per installazioni sui tetti, facciate e pensiline fino a sistemi completi per tetti industriali ed installazioni in campo aperto.


Germania, reattori nucleari inattivi entro il 2022.
Entro il 2022 verranno disattivate tutte le centrali nucleari presenti sul territorio. La decisione annunciata dal cancelliere tedesco mette la Germania sulla strada delle rinnovabili



Dopo l’annuncio della Svizzera, intenzionata a chiudere le proprie centrali nucleari entro il 2034, nella notte è arrivata la notizia che vedrà i reattori tedeschi inattivi dal 2022. La dichiarazione ha fatto seguito a quanto affermato la scorsa settimana dal cancelliere tedesco Angela Merkel, la cui coalizione ha confermato di voler mantenere spenti gli 8 reattori più vecchi sui 17 presenti nel territorio, già disattivati nel corso del mese di marzo. All’alba di oggi è giunto invece l’annuncio del ministro dell’Ambiente Norbert Roettgen per cui entro il 2021 verranno disattivati altri 6 reattori, mentre gli ultimi 3 rimarranno operativi fino al 2022 in modo da garantire la fornitura dell’elettricità di cui la nazione avrà bisogno. “E’ definitivo: l’ultima data per le ultime tre centrali nucleari è il 2022”, ha detto Roettgen dopo il vertice. “Non ci saranno clausole di revisione” come invece era stato inizialmente proposto per garantire la fornitura elettrica nel caso in cui il passaggio alle rinnovabili non garantisse l’energia necessaria. I leader politici, riunitisi a Berlino nella notte, hanno pertanto definito la nuova strategia energetica della nazione dopo una sessione durata circa 12 ore, a seguito della quale, oltre alla decisione di dire stop al funzionamento dei reattori è stato annunciato che non verrà realizzata nessuna nuova centrale. Una dichiarazione questa che oltre a riscontrare il parere favorevole di tutti coloro che a seguito del disastro di Fukushima hanno guardato con timore all’energia dell’atomo, che mette in allerta il sistema energetico, visto che attualmente l’atomo contribuisci al 22% della fornitura energetica della Germania e che adesso verrà supportata aumentando il numero degli impianti di produzione da fonte rinnovabile, dando particolare spazio all’eolico. “E’ una decisione irreversibile. Dopo una lunga consultazione – ha detto ancora Rottgen – c‘è un’intesa, una scelta decisiva e chiara”.


Fotovoltaico: pannelli solari su tutti i tetti entro il 2030.
Così il Giappone ha deciso il suo futuro.

agropoli

C'è chi, come l'Italia e la Turchia, ha un programma energetico fatto di centrali nucleari e chi invece, come il Giappone, da questo programma vuole affrancarsi, puntando piuttosto sulle energie rinnovabili, solare in primis. Certo, il 5° terremoto più devastante della storia fa la differenza, ma è altrettando vero che nessuno vieta di imparare dagli altri, e comunque l'immininete annuncio del Primo Ministro Naoto Kan sembra andare oltre ogni aspettativa di cambiamento: “entro il 2030 ogni abitazione e costruzione del Giappone sarà dotata di pannelli fotovoltaici”.
Un bell'obiettivo, considerando la popolazione tutt'altro che esigua (quasi 130.000.000 di individui!) ma soprattutto la disastrosa situazione in cui versa ancora oggi il paese a causa del sisma e dei danni ambientali dovuti alle centrali di Fukushima, Tsuruga e Onagawa. Si tratta per il momento di un'indiscrezione: l'annuncio ufficiale dovrebbe darlo lo stesso Naoto Kan domani, in occasione del secondo e ultimo giorno di meeting del G8 France Summit 2011 inaugurato oggi dal presidente francese Sarkozy. Ad ogni modo, se l'annuncio – come anticipato dal quotidiano nipponico Nikkei – ci sarà davvero, le conseguenze sul paese e sull'intero pianeta non potranno che essere positive.
Come ci insegnano i vari report sui green jobs effettuati dalle associazioni ambientaliste, la costruzione e installazione di un gran numero di pannelli costituisce per l'economia un ottimo volano in quanto a occupazione e reddito generato. Inoltre, l'annuncio del Giappone andrebbe a rafforzare quel fronte di paesi, come Germania o Gran Bretagna, che si sono distinti finora nella lotta al cambiamento climatico, vedi la recente sfida lanciata da David Cameron (dimezzare le emissioni di gas a effetto serra entro il 2025).
Tutto questo però sarà possibile se e solo, oltre alle buone intenzioni, ci sarà uno sviluppo parallelo di tecnologie, così da abbassare i costi e aumentare le prestazioni delle celle fotovoltaiche, ad oggi ancora troppo basse. Rimane il fatto che, con l'annuncio di domani, il Giappone avrà già fatto in questo senso il 50% del suo dovere, perché, come recita il proverbio: chi ben inizia...


Al via la Festa del Sole firmata Schüco.
Il tour per l’Italia inizierà tra una settimana precisa e toccherà 12 città. L’obiettivo? Coinvolgere soprattutto il comune cittadino e raccontargli quali sono i numeri del Sole. Per l’On. Marsili (PdL) “Anche sotto il profilo economico il nucleare non conviene”

festa del sole agropoli

Una vera e propria campagna di educazione rivolta ad artigiani, industriali, ma soprattutto alle famiglie intenzionate a puntare sulle energie rinnovabili come importante investimento. Stiamo parlando de “La Festa del Sole Schüco”, presentata questa mattina a Roma durante una conferenza stampa alla Camera dei Deputati: un vero e proprio tour per l’Italia che partirà il prossimo 17 maggio da Bassano del Grappa per concludersi poi il 26 giugno a Verona.
L’evento, nato da un’idea di CSE Italia, promosso da Schüco e patrocinato da Legambiente Onlus, durerà 41 giorni e si sposterà in 12 città italiane (Bassano del Grappa, Padova, Taranto, Bari, Marigliano, Agropoli, Cuneo, Serravalle Scrivia, Novara, Brescia, Udine e Verona). Le emissioni degli spostamenti saranno abbattute grazie alla collaborazione di AzzeroCO2. Tante le iniziative organizzate a livello locale: in ogni tappa del tour saranno presenti tecnici e installatori che si metteranno a disposizione del pubblico dei visitatori per fornire informazioni utili sul risparmio energetico e sui vantaggi del fotovoltaico e del costruire a impatto zero; ampio spazio sarà dedicato anche ai più piccoli che, oltre a essere i principali destinatari di cartoon realizzati ad hoc su queste tematiche, potranno esprimere la propria creatività attraverso giochi sulla natura e il sole con i suoi benefici per la salute e per l’ambiente, accompagnati da animatori, acrobati e giocolieri. “Quello che volevamo – ha detto il Presidente di CSE Italia Patrizio Vanessi – era riuscire a trovare una formula che fosse chiara e accessibile per tutti. E ci siamo riusciti”.
Durante la mattinata ci sono stati anche interventi istituzionali e non sono mancate riflessioni sui trascorsi che il settore del fotovoltaico ha vissuto in questi ultimi mesi e sul drammatico incidente ai reattori nucleari di Fukushima in Giappone. Rassicuranti le parole dell’On. Marco Marsilio, della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, spesso definito un eccentrico proprio per la sua appartenenza al PDL: “Sostenere il nucleare in Italia non è conveniente nemmeno sotto il profilo economico”, ha detto ribadendo la sua convinzione che imboccare la strada delle rinnovabili sia diventata oggi una necessità. Suoi gli apprezzamenti sul Decreto Legislativo da poco approvato, un testo che ritiene sostanzialmente equilibrato e che il Governo ha voluto correggere per superare incentivi ormai fuori dalle logiche di mercato, “per evitare di ritrovarci con mercati saturi o saturi di tecnologie che invecchiano presto”. L’auspicio dell’On. Marsilio è che la strada virtuosa aperta dal nuovo Decreto possa restituire la dovuta certezza a tutti gli imprenditori del settore, “un settore che è assolutamente in grado di rendere l’Italia un Paese all’avanguardia nel campo delle energie rinnovabili”.
“Per far sì che l’Italia non arranchi in questa direzione – ha detto l’On. Ermete Realacci, responsabile Green economy Commissione Ambiente della Camera dei Deputati – dovremmo prendere come punto di riferimento la Germania, che ha fatto della sua scelta energetica “verde” un elemento di competizione economica”.Per Realacci, la più importante fonte di energia è l’intelligenza umana e una politica energetica è vincente se le comunità sono forti e le istituzioni efficienti. “Le rinnovabili – ha concluso – sono l’unica prospettiva energetica percorribile per l’Italia, che ha tutto l’interesse di raggiungere i target previsti dall’UE al 2020, rendendo più moderno, sicuro e meno dipendente dall’estero il suo sistema energetico”.
Le rinnovabili, inoltre, hanno messo in discussione la produzione energetica rendendola libera, democratica e disponibile. Ne è convinta Rossella Muroni, Direttrice Generale di Legambiente Onlus, la quale ha fatto due rapidi conti e ha dimostrato ai presenti che, nonostante l’Italia non abbia un debito atomico, i cittadini italiani continuano comunque a pagare in bolletta 285 milioni di euro per il decomissioning delle centrali nucleari. E la cosa ancora più stupefacente è che la mancanza di chiarezza e di verità che ancora dilaga fa credere alla maggior parte delle persone che i costi delle rinnovabili sostenuti sulle proprie bollette siano assai elevati; quando invece, nell’anno 2010 per esempio, sono stati di 20 euro all’anno. Nel tentativo di fare chiarezza in mezzo alle tante affermazioni speculative che mirano a demolire il settore delle rinnovabili, il Direttore Generale di Schüco, Roberto Brovazzo, ha dato un po’ di numeri: “Oltre centomila sono gli addetti nel comparto, più di trentacinque miliardi di euro il giro d’affari (il 2% del PIL), duecentomila gli impianti a fonti rinnovabili installati in tutta Italia”. Oggi le rinnovabili non sono più un settore di nicchia per pochi visionari, ma vengono spinte dal basso e suggeriscono una trasformazione radicale nel modo di produrre energia, costruire, vivere. Dal 2006 al 2011 il totale dei Comuni “verdi” è passato da 356 a 7.661: i dati raccolti da Legambiente, infatti, parlano di un vero e proprio boom del settore che, adeguatamente sostenuto, potrebbe arrivare al 2020 al 35% dei consumi elettrici italiani e incidere in maniera determinante sul bilancio energetico delle famiglie.
Schüco ce la sta mettendo tutta, cercando da una parte di sensibilizzare l’opinione dei cittadini sul tema dell’inquinamento ambientale legato alla produzione di energia da fonti non rinnovabili, dall’altra di indicare soluzioni concrete e fornire la giusta informazione. Insomma, se vi capitasse di vedere un grande camion firmato Schüco in giro per l’Italia ora sapete di cosa si tratta. L’alternativa al nucleare esiste e la rivoluzione energetica è già iniziata.


Germania: la scelta geniale di abbandonare il nucleare.



C'è chi pensa che Angela Merkel stia scappando dal nucleare per cavalcare l'emotività della tragedia di Fukushima. C'è chi considera questa decisione una decisione "furbetta" e irrazionale. Io penso invece che la situazione della Germania sia completamente diversa dalla nostra - che lo abbiamo abbandonato prima ancora di iniziare - ed anche di altri paesi che in questi anni hanno sviluppato di meno il settore delle rinnovabili moderne (fotovoltaico ed eolico in primis).
Per prima cosa sono anni che la Germania discute sulla dismissione delle sue 17 centrali nucleari e l’anno scorso la stessa Merkel aveva rallentato il processo di dismissione, un processo che comunque era già nelle corde della Germania. La Germania, il dato stupisce, importa oggi circa il 70% dell’energia (nel dato disponibile su Eurostat si calcola l’energia necessaria al fabbisogno nazionale e al trasporto). Il restante 30% dell’energia viene prodotta internamente ed è suddivisa in questa proporzione: 41% da carbone e lignite, il 3% dal petrolio, il 10% dal gas, il 27% dal nucleare, il 21% da fonti rinnovabili.
Per darvi un’idea l’Italia importa l’85% del suo fabbisogno energetico (peggio di noi solo Lussemburgo, Malta e Cipro) e l’intera Europa importa circa il 53% dell’energia, soprattutto dalla Russia. Il dato è molto alto perché anche quanto l’energia viene prodotta in Italia, in ogni caso siamo dipendenti dall’estero per l’approvvigionamento di materie prime per far funzionare i nostri sistemi di produzione dell’energia: centrali termoelettriche o a carbone, per esempio.
Come avete visto le rinnovabili, in Germania, rappresentano il 21% della produzione interna e sono in continua espansione. Ma, va detto, l’espansione delle rinnovabili corrisponde ad un virtuoso boom della green economy, perché la Germania non è solo il miglior acquirente in Europa di fotovoltaico ed eolico, ma ne è anche uno dei maggiori produttori al mondo, con tutto ciò che questo comporta: vantaggi sull’economia, sull’occupazione e sviluppo del know how per quanto riguarda materiali e produzione e installazione.
E’ molto probabile che proprio la forte dipendenza da carbone e lignite abbia condotto, per motivi di inquinamento molto pesante delle centrali con la vecchia tecnologia, a questo investimento pesante su energie rinnovabili. Oggi, la Merkel può cavalcare, certo, la paura dovuta a Fukishima, ma può finalmente liberare ed investire sulla Green Economy sapendo che tutti gli investimenti per convertire ed acquistare torneranno nelle tasche dei tedeschi. Appaiono evidenti due elementi:
1) che seguire la Germania sulla stessa strada, oggi, rappresenterebbe una spesa per l’Italia con il solo vantaggio di produrre energia più pulita, ma di non contribuire all’economia e all’occupazione del Paese
2) che anche considerando il nucleare un investimento che nella sua costruzione e gestione dia lavoro, questo in Italia non si verifica perché non abbiamo né le materie prime (uranio) né le competenze tecnologiche. (Qualcuno potrebbe aggiungere che non possediamo neanche le terre rare (di cui, udite udite, è grande esportatrice la Cina ) per i supermagneti necessari agli impianti eolici o alle batterie delle vetture ibride, ma è proprio qui che la politica deve mettersi al tavolo e prendere le decisioni migliori dal punto di vista: ecologico, sanitario, economico, geopolitico. In quest’ordine di priorità.
La conclusione a cui si giunge è che le energie rinnovabili diventano anche Green Economy se, prima della scelta di quel tipo di energie, i Paesi sviluppano un tessuto industriale capace di produrre, inventare e quindi creare ricchezza economica. Se l’Italia oggi decidesse di investire in energie rinnovabili (al di là dello sviluppo autonomo che si crea in modo naturale o degli irrisori incentivi statali o regionali) si troverebbe a contribuire alla crescita del PIL tedesco, pur giovandosi di una maggior percentuale di energia prodotta dalle rinnovabili. Quello che è auspicabile è che, prima che il gap di know how e di produzione diventi incolmabile, l’Italia investa su chi fa impresa, produce e ricerca in quel tipo di settore. Subito.
P.s. Francia e Belgio, per esempio sono totalmente dipendenti dal nucleare e in questi giorni si stanno ben guardando dal parlare di dismissione. Pensate che francesi e belgi abbiano meno paura?


Italiani:
L'89% preferirebbe investire in energie rinnovabili che nel nucleare.
Quasi il 90% degli italiani preferirebbe investire nelle energie
rinnovabili che nel nucleare.



Il recente disastro nucleare successo in Giappone a causa del terremoto e dello tsunami hanno fatto aumentare notevolmente le perplessità degli italiani nei confronti dell’energia dell’atomo. Un sondaggio effettuato a marzo 2011 dall’Osservatorio Giornalistico Mediawatch su un campione di 1.030 italiani di età compresa tra i 18 e i 70 anni, tramite mail e controllo dati, mostra che il 68% dei nostri concittadini è contrario al nucleare, mentre il 32% è a favore. L’83% gli italiani, a seguito del disastro in Giappone, non hanno cambiato idea sulla sicurezza del nucleare contro il 17% che lo ha fatto. Il 66% degli italiani ritengono che sia possibile risolvere le necessità energetiche italiane senza l’utilizzo del nucleare e l’89% degli italiani preferirebbe investire nelle energie rinnovabili che nel nucleare. CarloVittorio Giovannelli, giornalista e esperto di comunicazione-media, spiega: “recenti ricerche di esperti dicono che se investissimo gli stessi soldi di una centrale nucleare in energie rinnovabili, nell’arco di tempo necessario per costruire la centrale, avremmo l’equivalente in energia di sei centrali nucleari. Inoltre una stima ipotizza che se si utilizzasse ¼ della superficie del deserto del Sahara in pannelli fotovoltaici si ricaverebbe l’energia necessaria per tutto il mondo (ovviamente rimarrebbe il problema del trasporto della stessa). Questi dati dovrebbero far riflettere sulla situazione nel Belpaese. Perché non pensare al fatto che potrebbe bastare ricoprire l’intera rete ferroviaria italiana di pannelli fotovoltaici per ottenere l’energia necessaria per tutto il Paese? In questo modo si avrebbero i pannelli e si ovvierebbe agli inestetismi paesaggistici. Vorrei inoltre rispondere a quanti affermano che senza il terremoto ed il conseguente tsunami non sarebbe successo nulla alle centrali giapponesi, che, se non ci fossero state le centrali non sarebbe comunque successo nulla.


Venerdì 18, Sabato 19 e Domenica 20 Marzo 2011
Stand informativo presso il Centro Commerciale Maximall (SA).

maximall

Per chiunque volesse ricevere informazioni, chiarimenti, aggiornamenti su tutti gli elementi tecnici, economici e amministrativi che regolano il meccanismo di un impianto fotovoltaico, o fosse interessato ad un sopralluogo e ad una verifica di fattibilità assolutamente gratuiti presso l'immobile di proprietà, la ITHRE sarà a disposizione con un suo stand presso il Centro Commerciale MAXIMALL a Pontecagnano Faiano (SA) nelle intere giornate del 18,19 e 20 marzo 2011.
Sarà un'ottima occasione per toccare con mano, tra le ultime novità del settore, il sistema TECHTILE con tegola fotovoltaica di cui, attraverso una partnership con la REM Spa, la ITHRE è concessionaria esclusiva in tutta la Campania.


Schüco Italia: nel 2010 fatturato in crescita del 47%

schuco schueco

Schüco Italia ha chiuso il 2010 con un fatturato di 243 milioni di euro, pari al 47% di crescita rispetto all'anno precedente e triplicato rispetto agli 80 milioni di euro del 2006.
I risultati dell'azienda padovana si devono, in primo luogo, allo sviluppo della divisione Energie Rinnovabili,specializzata nei sistemi fotovoltaici e solari-termici, che ha incrementato il proprio giro d’affari del 95%, per un totale di 171 milioni di euro. Con più di 90 MW installati nel 2010 tramite la sua rete di clienti partner, Schüco detiene una quota dell’8% nel mercato degli impianti integrati negli edifici.
Buone notizie anche in termini di occupazione, con 50 nuove assunzioni in tre anni.
Il trend positivo di Schüco si spiega con gli investimenti destinati allo sviluppo di tecnologie innovative in linea con le ultime tendenze nel campo del design, con particolare attenzione all’introduzione di soluzioni studiate per il settore del recupero edilizio. Per supportare al meglio questo processo di crescita, l’azienda di Padova dedica una continua attività di formazione al consolidato network dei propri partner specializzati.
L’attenzione alla ricerca di tecnologie innovative a tutela dell’ambiente è valsa a Schüco il premio all'Innovazione Amica dell'Ambiente dal titolo “Green Life, dai territori la costruzione dell'economia del futuro” nella categoria “Abitare Sostenibile” che Legambiente conferisce ogni anno ai migliori progetti di edilizia ecosostenibile.


Solare termico Direttiva 20-20-20, accolte le osservazioni di Assolterm.

solare termico

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato lo scorso 7 marzo 2011 il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione delle fonti rinnovabili. Con questo ultimo atto si conclude l'iter legislativo del Decreto di recepimento della Direttiva 20-20-20 che verrà pubblicato nei prossimi giorni nella Gazzetta Ufficiale.
Visto dal punto di vista del solare termico, il decreto presenta diversi aspetti positivi e Assolterm si dichiara soddisfatta per il fatto che molte delle osservazioni segnalate siano state accolte. “Apprezziamo lo sforzo – si legge nel comunicato – fatto, da una parte, per semplificare l'installazione degli impianti solari termici, su cui Assolterm da anni porta avanti una serrata battaglia e, dall'altra, per introdurre, finalmente, un meccanismo di incentivazione per le rinnovabili termiche che ha il duplice merito di riconoscere pari dignità a termico ed elettrico e di rendere l'incentivo strutturale e maggiormente appetibile per l'utente finale”.


Fotovoltaico: quanto costa alle famiglie italiane? 1,70 euro al mese. Smentite le prime stime del Gse che facevano ipotizzare costi pesanti sulle bollette.

risparmio

MILANO - «Il fotovoltaico è una grande opportunità economica e sociale per l'Italia: sarebbe grave se perdessimo il treno delle rinnovabili». È stato chiaro il presidente di Asso Energie Future, Massimo Sapienza, nella conferenza stampa al Senato del 15 febbraio in cui ha presentato assieme a Grid Parity Project, i dati del fotovoltaico italiano, ultimamente messi sotto accusa da più parti per gli alti costi degli incentivi che peserebbero sulle bollette dei cittadini italiani. A ogni famiglia italiana il fotovoltaico costerà in bolletta 1,70 euro al mese a partire dal 2011, secondo i dati forniti al Senato.

DATI - Raggiungendo l’obiettivo fissato per lo sviluppo del fotovoltaico, si taglieranno inoltre le emissioni nazionali di gas serra del 5% entro il 2020 portando l’Italia verso l’obiettivo fissato dal protocollo di Kyoto. I posti di lavoro creati dal fotovoltaico, oggi 15 mila, saliranno a un totale valutato tra 210 mila e 225 mila nei prossimi nove anni. E infine, entro il 2020 l’energia dal sole produrrà 110 miliardi di euro in termini di ricchezza generale, portando alle casse dell’erario circa 50 miliardi di euro nei prossimi 30 anni.

GSE - Il Gestore dei servizi elettrici (Gse) lo scorso mese ha reso noto che a fine 2010 risultavano installati 2.800 megawatt (3.200 con gli impianti entrati in esercizio a febbraio), ma esistevano domande di allaccio tali da far prevedere il raggiungimento di quota 7 mila MW a metà 2011. Una corsa all’installazione che il Gse considera legata agli incentivi per gli impianti fotovoltaici che entreranno in esercizio entro giugno 2011 purché abbiano comunicato la fine dei lavori entro il 31 dicembre 2010. «I nostri dati, confortati dalle ricerche di Credit Suisse, Morgan Stanley e Jefferies & Company, indicano però una situazione sensibilmente diversa», hanno detto le due associazioni.

PREVISIONI GONFIATE - Secondo le valutazioni di Asso Energie Future e Grid Parity Project a metà 2011 si arriverebbe invece a 4.700 MW installati, non a 7 mila. Per raggiungere la quota prevista dal Gse bisognerebbe supporre che quasi tutte le richieste già presentate si trasformino in impianti operativi entro il 30 giugno. «Una parte delle richieste è stata avanzata da chi non aveva il diritto», spiegano i presidenti di Asso Energie Future e Grid Parity Project. «Sono state fatte dichiarazioni false o esagerate da alcuni furbi. Negli ultimi giorni c'è stato un vero caos: per esempio ci sono domande che sono state registrate più volte. Anche il Gse sta rivedendo le stime, ma intanto il danno è fatto».

OBIETTIVO SOTTOVALUTATO - Per gli operatori del settore l’obiettivo fissato dal governo per il fotovoltaico (8 mila MW al 2020) è molto modesto se paragonato alla Germania che si è data come target 52 mila MW e ne ha installati a oggi 18 mila. «Una manovra squilibrata potrebbe bloccare il mercato, scoraggiando gli investitori e mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro», dice Sapienza, che chiede di rivedere in più punti il decreto legislativo sulle rinnovabili che si sta esaminando in Senato.

RICCHEZZA DISTRIBUITA - Lo sviluppo del solare è in mano alle famiglie e non alla grande industria, dicono le associazioni. Non è quindi vera l’accusa secondo la quale la spinta per far avanzare il fotovoltaico viene soprattutto da grandi industrie e multinazionali. I pannelli «privati» sono circa il 34% con 1.566 MW stimati su un totale di 4.700. Gli operatori finanziari e industriali pesano per il 28% del totale, con 1.316 megawatt. «Incentivare il solare significa sviluppare la produzione di energia diffusa», commentano i promotori dell’iniziativa.
Fonte: Corriere della Sera


Il fotovoltaico regge ai tagli.
Test di convenienza per le Pmi con le nuove regole in vigore dal 2011

impianti fotovoltaici provincia di salerno

Produrre elettricità pulita, risparmiare sulla bolletta energetica e guadagnare con gli incentivi. Un impianto fotovoltaico sul tetto del capannone può essere la quadratura del cerchio per una piccola impresa: a condizione, però, di non sbagliare le scelte chiave. Gli impianti che entreranno in esercizio dal 1° gennaio 2011 subiranno un taglio del 18-20% degli incentivi rispetto ai livelli di quest'anno: una riduzione che non compromette la sostenibilità dell'operazione - perché il costo dei moduli fotovoltaici è diminuito negli ultimi anni.

Costi e benefici.
I vantaggi economici del fotovoltaico sono almeno tre:
1) ogni chilowattora di energia elettrica prodotta riceve per 20 anni un contributo pubblico (Conto Energia) erogato dal Gse, il Gestore dei servizi energetici;
2) l'energia prodotta e immediatamente consumata riduce il peso della bolletta elettrica;
3) l'energia ceduta alla rete, perché non utilizzata dall'impresa, viene comunque remunerata: con il meccanismo dello scambio sul posto (per impianti fino a 200 kW) o con la vendita (per impianti più grandi, e in questo caso quasi tutte le imprese scelgono il ritiro a prezzo fisso da parte del Gse anziché la vendita sul mercato). Sul lato dei costi, invece, bisogna mettere in conto l'investimento iniziale, le spese per la manutenzione periodica e il premio delle polizze contro furti e danni.

Il ritorno dell'investimento.
Se il meccanismo è ben congegnato, senza prestiti bancari, l'investimento si ripaga in 6-7 anni. Se invece si ricorre a un finanziamento - cosa che fanno quasi tutti gli imprenditori che installano il fotovoltaico - i tempi si allungano, e si può arrivare anche a 17 anni, a causa della spesa per gli interessi. Anche in questo caso, però, un impianto ben progettato garantisce fin dal primo anno un saldo attivo al suo titolare, tra incentivi e risparmi in bolletta. La difficoltà, se mai, potrebbe essere l'accesso al credito, soprattutto per le aziende meno solide. «Anche se l'investimento viene ripagato dagli incentivi pubblici, le banche non lo vedono mai come un prestito autoliquidante, ma piuttosto come un prestito che va a ridurre il "castelletto" dell'impresa», spiega Renato Cremonesi, presidente di Cremonesi Consulenze. Questo è tanto più vero considerando che nessuna piccola impresa apre una società separata per gestire il fotovoltaico, come spiega Paolo Vignando, partner allo studio legale Macchi di Cellere Gangemi: «La costituzione e la gestione di una società dedicata finirebbe per azzerare gli eventuali vantaggi. Non dimentichiamo che l'impianto fotovoltaico è un investimento che si ammortizza fiscalmente in 11 anni, scontando ogni anno il 9% dell'importo iniziale». Per chi non riesce a ottenere un prestito, l'alternativa è rivolgersi a una delle società che - semplificando - costruiscono l'impianto a proprie spese sul tetto del capannone, incassano gli incentivi e "regalano" l'elettricità al proprietario dell'edificio. Ma è evidente che così l'imprenditore perde la piena disponibilità dell'immobile per 20 anni.

Il Progetto.
Il Gifi, Gruppo imprese fotovoltaiche italiane di Anie, consiglia quattro mosse preliminari:
1) verificare i consumi elettrici dell'azienda;
2) valutare con un tecnico/progettista l'opportunità di un impianto per consumo totale o parziale dell'energia prodotta;
3)
valutare eventuali soluzioni architettoniche innovative/integrate;
4)
accertare l'iter autorizzativo per la realizzazione dell'impianto in funzione delle potenze e degli eventuali vincoli.
Nella fase preliminare, inoltre, suggerisce Cremonesi, «bisognerebbe sempre partire da una diagnosi energetica di tutto l'edificio: gli immobili industriali e i cicli produttivi spesso hanno margini enormi di riduzione dei consumi e si potrebbero individuare soluzioni alternative o abbinate al fotovoltaico». Anche perché per chi migliora l'indice di prestazione energetica dell'edificio, scatta una maggiorazione fino al 30% degli incentivi. Una volta deciso per il fotovoltaico, conviene individuare operatori che prendano in carico tutti gli aspetti tecnici e burocratici, evitando il collage e il fai-da-te. «Meglio se questo main contractor è anche in grado di offrire un contratto di manutenzione decennale. In generale, in assenza di criteri universali, vanno privilegiati gli operatori che abbiano una lunga esperienza impiantistica e che siano conosciuti su piazza», osserva Tiziano Dones, di T&G Sistemi, società specializzata nel settore. Quanto alla taglia, prosegue Dones, «noi consigliamo l'investimento in misura necessaria a coprire il fabbisogno energetico: questa è la scelta che ha in sé la miglior redditività; poi dipende dalla situazione del cliente».

La spesa totale.
Oggi per 1.800-1.900 euro al kW di potenza si possono acquistare sul mercato moduli di buona qualità, ma si può scendere fino a 1.100-1.200 euro. «Trattandosi di un investimento, però, non conviene risparmiare sulle componenti installate, per non assumersi rischi eccessivi», aggiunge Dones. Il costo dell'impianto "chiavi in mano", naturalmente, è più alto di quello dei singoli componenti, e dipende dalla taglia della struttura e dalle difficoltà di installazione. Un impianto da 20 kWp potrebbe costare 4.200 euro al kW se la posa in opera non è complicata. Mentre un impianto da 100 kWp si colloca in un range inferiore, con un costo totale da 350mila a 400mila euro.



Nota: calcoli effettuati secondo una producibilità di 1.170 kWh/kWp all'anno e ipotizzando un incremento del costo dell'energia pari all'inflazione. Il tempo di recupero è calcolato nell'ipotesi che il proprietario non ricorra a un finanziamento. L'utile è al netto della ritenuta del 4% praticata dal Gse, della rat a copertura del finanziamento e dei costi annui di manutanzione e assicurazione;è al lordo, invece, delle imposte.

Le cose da sapere per scegliere un impianto su misura.
1) LE SIMULAZIONI
La simulazione del rendimento di tre impianti fotovoltaici installati sul tetto di imprese industriali che entrano in esercizio nel primo quadrimestre del 2011.

Il Cambio dell Eternit.
Impianto con potenza di 20 kWp, superficie di circa 150mq, installazione abbinata alla sostituzione di copertura in eternit. Investimento iniziale di 85 mila euro, interamente finanziato con prestito bancario (durata 15 anni, tasso 4,5%). Scambio sul posto.
L'impianto da 100 KW.
Impianto con potenza di 100 kWp, superficie di circa 750mq, integrato sul tetto dello stabilimento. Investimento iniziale di 350mila euro, interamente finanziato con prestito bancario(15 anni al 4,5%). Scambio sul posto.
L'impianto da 20KW.
Impianto con potenza di 200 kWp, superficie di circa 1.500 mq, integrato sul tetto dello stabilimento. Investimento iniziale di 700mila euro, interamente finanziato con prestito bancario (15 anni al 4,5 %). Scambio sul posto.

2) LE REGOLE

L'incentivo.
Il conto energia prevede che per 20 anni tutta l'elettricità prodotta dall'impianto fotovoltaico (autoconsumata o immessa in rete, non fà differenza) venga ''ricompensata'' con un contributo pubblico, chiamato tariffa incentivante. Ad esempio, un impianto su un edificio in Lombardia, con una potenza di 200 kWp, entrato in servizio nei primi quattro emsi del 2011, il primo anno riceverà 85mila euro di contributi, mentre nel Sud Italia l'importo sarebbe più alto. L'incentivo è versato dal Gse con cadenza mensile o bimestrale a seconda del regime di cessione.
Rapporti con al rete.
Un impianto fotovoltaico non produce energia con il buio e ne produce meno in inverno o quando il cielo è più coperto. Quin di puo capitare che il titolare dell'impianto si trovi a dover utilizzare elettricità che non produce (prelevandola dalla rete elettrica) o a produrre elettricità che non utilizza (cedendola alla rete).
Lo Scambio sul posto.

L'energia prelevata dalla rete và sempre pagata al proprio fornitore, ad esempio l'Enel. Poi, però, per gli impianti fino a 200 kWp di potenza, si può scegliere lo scambio sul posto, un meccanismo che consente di ''compensare'' il valore di prelievi e cessioni. Ogni anno il Gse valorizzerà l'elettricità ceduta alla rete e verserà un contruibuto in conto scambio, che tiene conto sial del valore dell'energia sia delle altre componenti della bolletta elettrica. Dopodichè, se alla fine dell'anno ci sarà un ''credito'', il titolare potrà scegliere se utilizzarlo negli anni seguenti o farselo liquidare dal Gse.
La vendita di energia.
Gli Impianti oltre im 200 kW di potenza non hanno lo scambio sul posto e devono vendere l'energia che cedono alla rate scegliendo tra due opzioni:il ritiro da parte del Gse a prezzo minimo garantito (la via più praticata) e la vandit sul mercato elettrico (riservata a chi fà dell'energia il proprio business principale).
Fisco e Imposte.
La tariffa incentivante è esente da Iva, ma fa reddito ai fini dell'im poste dirette e dell'irap (infatti il Gse la versa alle imprese applicando una ritenuta del 4%). Per le imprese che scelgono lo scambio sul posto, il contributo in conto scambio costituisce reddito ed è soggettivo Iva. Anche i proventi della vendita di energia, oltre a essere soggetti alle imposte dirette e all'Irap, sono sottoposti al prelievo Iva del 20 per cento.

Fonte:IL SOLE 24 ORE


Boom del fotovoltaico nel mondo, Germania e Italia guidano l'Europa.

fotovoltaico agropoli

Roma, 16 feb. (TMNews) - Nel 2010 sono stati installati nel mondo 16.000 nuovi MW fotovoltaici, più del doppio dei 7.200 MW installati nel 2009. La potenza totale globale è salita così a circa 40.000 MW: oltre il 70% in più rispetto ai 23.000 del 2009. Le cifre sono state fornite dall'EPIA (European Photovoltaic Industry Associaton), che ha però ammesso un certo margine di approssimazione a causa dell'incertezza sui dati italiani.
Il boom è guidato dall'Europa, con 13.000 nuovi MW nel 2010. Germania e Italia sono state le nazioni più attive, con nuove installazioni per circa 7.000 e 3.000 MW rispettivamente, ma un risultato notevole è stato ottenuto anche dalla Repubblica Ceca con 1.300 MW. Seguono la Francia (500 MW), la Spagna (400), il Belgio (250 MW) e la Grecia (200 MW). Fuori dall'Europa i Paesi con il maggior numero di nuove installazioni nel 2010 sono stati il Giappone (1.000 MW), gli Stati Uniti (800 MW) e la Cina (400 MW).
L'espansione del fotovoltaico è stata fortemente favorita dal crollo dei prezzi dei pannelli solari, che si sono più che dimezzati rispetto a tre anni fa.
Per quanto riguarda le prospettive future, lo studio "PV Bill of Materials Outlook 2010-2015", realizzato dalla società specializzata GTM Research, prevede nei prossimi 4 anni un ulteriore calo del 15% dei prezzi dei materiali. Nello stesso arco di tempo il rapporto stima una crescita del 50% del mercato globale del fotovoltaico: il valore totale previsto per il 2014 è di 9,45 miliardi di euro.
Fonte: TMNews


A fine 2010 7.000 MW di potenza FV installati in Italia.

gse

La potenza complessiva degli impianti installati, se pure non ancora tutti collegati alla rete elettrica, potrebbe essere pari, a fine 2010, a 7.000 MW su 200.000 impianti contro i 1.142 MW di fine 2009. Lo ha reso noto il GSE durante un’audizione informale davanti alla X Commissione Senato nell’ambito dell’acquisizione dei pareri relativi allo schema di Decreto Legislativo, approvato lo scorso 30 novembre dal Consiglio dei Ministri, che recepisce la Direttiva 28/2009 CE.
Fonte: GSE


Fotovoltaico ancora convenienza per il 2011.

fotovoltaico agropoli

Il 2010 è stato un anno frenetico per il fotovoltaico: si stima l'installazione di oltre 1500 MW di impianti, contro i 720 installati nel 2009, portando così il numero di impianti installati a superare i 150.000.
Il secondo Conto Energia si è concluso il 31/12 erogando tariffe incentivanti divenute molto generose, essendo rimaste costanti mentre i prezzi degli impianti calavano vistosamente: questo ha scatenato una vera e propria corsa all'installazione di impianti fotovoltaici entro Dicembre.
Chi si è mosso con sufficiente anticipo ce l'ha fatta, ma la situazione meteorologica di fine anno è stata purtroppo inclemente, creando un accavallarsi di impianti impossibili da completare negli ultimi giorni.
Tuttavia per chi non ha potuto installare entro il 31/12 oppure per chi non ha ancora deciso di acquistare, la situazione non è grave: il terzo Conto Energia, infatti, varato in Novembre con nuove regole tariffarie, si presenta anch'esso in grado di remunerare in modo molto soddisfacente la realizzazione di un impianto fotovoltaico, con un calo contenuto rispetto al precedente decreto.
Ancora una volta la convenienza è legata alla rapidità di decisione: le tariffe del 2011 avranno infatti un calo progressivo ogni quadrimestre, e pertanto un'installazione effettuata entro il 30 Aprile riceverà una tariffa più elevata di una realizzata entro il 31 Agosto, a sua volta più elevata di un'installazione terminata entro il 31 Dicembre.


Fotovoltaico: La Germania riparte e il mercato vola...

fotovoltaico agropoli

Nulla di nuovo nel mercato mondiale del fotovoltaico…ovvero cambiano tante cose, ma i principi basilari rimangono sempre gli stessi! Il mercato tedesco del fotovoltaico, il principale nel mondo con circa la metà dei 17,5 GW installati nel 2010, come sempre segna il passo a cavallo tra la fine d'anno e Febbraio dell'anno seguente. E anche quest'anno è stato così: la titubanza, dovuta principalmente a motivi correlati al sistema di incentivo e agli effetti meteorologici, sta venendo meno: col superamento della fase critica invernale e con l'accordo tra il Governo e la BSW (Associazione delle aziende tedesche del settore solare) sul nuovo sistema di incentivo, è tornato negli ultimi giorni un marcato ottimismo. L'accordo nello specifico prevede la correlazione tra tariffe incentivanti tedesche e la potenza reale complessivamente installata, misurata nel periodo compreso tra marzo e maggio 2011, con un eventuale moderato taglio delle tariffe a partire da luglio. Questo sistema, in linea con le attese dell'industria solare tedesca e giudicato positivamente dalla stessa, genererà un immediato esito: la ripartenza del mercato tedesco. Questo riporterà rapidamente uno slancio nel mercato mondiale del fotovoltaico, con addirittura il rischio per alcuni componenti (quelli di maggiore qualità) di fasi di shortage durante l'anno. Anche in Italia queste fasi di sviluppo del mercato, fortemente condizionate dalla Germania, sono oramai ben conosciute dagli operatori più storici e professionali, che stanno rapidamente definendo i propri programmi di approvvigionamento, per non incorrere nelle difficoltà già riscontrate nel 2010. Come è stato nel 2010, la scelta di fornitori affidabili creerà le basi per il successo nel mercato di installatori e system-integrators.


Dal 2014 in Italia il fotovoltaico sarà maggiore di quello spagnolo.

fotovoltaico agropoli

Entro l’anno 2014 l’ Italia si candida a superare il fotovoltaico spagnolo, ottenendo il primo posto subito dietro alla Germania in Europa. E’ quanto emerge dal rapporto “Global Market Outlook for Photovoltaics until 2014″, stilato dall’Associazione europea dell’industria fotovoltaica (Epia). L’analisi considera il trend di diffusione dell’energia fotovoltaica italiana e mondiale secondo due approcci, o possibili scenari: quello ottimistico e quello moderato. Il primo, considerando l’ipotesi di continuazione delle politiche incentivanti, prevede un trend italiano così enumerato: 1200 Megawatt installati entro il 2010, 1250 nel 2011, 1500 Mw nel 2012 , 1750 Mw per il 2013 e 2000 MW per il 2014, per un totale di circa 8.900 MW nel 2014. Nello scenario più moderato, invece, l’ipotesi è di circa 6.200 MW di energia fotovoltaica installata totale entro il 2014 in Italia. Nella prima delle due ipotesi il fotovoltaico italiano sarà nettamente superiore di quello spagnolo, che si arresterà a 7.600 MW, mentre nella seconda ipotesi, quella moderata, Italia e Spagna saranno sostanzialmente pari in quanto ad energia fotovoltaica installata. Tra le due realtà, italiana e spagnola, resta la costante supremazia del fotovoltaico tedesco per i quali sono previsti almeno circa 26.780 MW di potenza installata entro il 2014.
Fonte:www.cambiaenergia.altervista.org


Certificazioni 2010

perry johnson sincert

La ITHRE Srl , relativamente all’installazione di impianti fotovoltaici “Chiavi In mano”, ha conseguito la Certificazione sistema Gestione per la Qualità UNI EN ISO 9001/2008.


Risparmio Energetico:
Un impianto fotovoltaico sui terreni confiscati alle mafie nel palermitano.

fotovoltaico agropoli

Sabato 27 novembre il Consorzio di Comuni Sviluppo e Legalità, Libera e Centopassi inaugurano il primo impianto fotovoltaico per la riduzione dell'impatto ambientale delle coop di Libera Terra. I vini dai terreni confiscati alla mafia saranno prodotti grazie a energia da fonti rinnovabili.
Ogni anno, sui suoi 60 ettari, la Cantina Centopassi produce 350 mila bottiglie. Con il fotovoltaico il risparmio energetico sarà dell'80% sulla bolletta.
Fonte: www.iltempo.it


Incentivi Fotovoltaici 2011

realizzazione impianti fotovoltaici

E' stato approvato, ed è in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, il decreto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare che definisce gli .incentivi per la produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici per l'anno 2011.
Il decreto individua le categorie di impianti oggetto di incentivi:

  • impianti solari fotovoltaici, con potenza nominale non inferiore a 1 kW
  • impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative, con potenza nominale compresa tra 1 kW e 5 MW
  • impianti a concentrazione, con potenza nominale compresa tra 1 kW e 5 MW

e trova applicazione per impianti entrati in esercizio successivemente al 31/12/2010.
Per gli impianti che entrano in esercizio entro il 31/12/2010 continuerà ad applicarsi il D.M. 19/02/2007.
La Tabella A del decreto riporta le tariffe riconosciute per la prima categoria, gli impianti fotovoltaici in genere, riconoscendo una tariffa maggiore se realizzati sugli edifici (secondo le modalità di cui all'Allegato 2). La tariffa diminuisce in funzione del periodo di entrata in esercizio.
Agli impianti integrati con caratteristiche innovative, ossia realizzati con moduli e componenti speciali che sostituiscono elementi architettonici, (rispondenti alle caratteristiche indicate all'Allegato 4) sono riconosciute tariffe di entità maggiore, riportate in Tabella B.
La Tabella C contiene le tariffe per gli impianti a concentrazione, costituiti da sistemi ottici per la concentrazione della luce solare.
Clicca qui per scaricare il testo del decreto in attesa di pubblicazione. 


Padova:
Ithre presente all'inaugurazione del nuovo stabilimento Shuco Italia


schuco italiaschuco italiaschuco italia

© Daniele Domenical

(Adnkronos) - Numerose sono infatti le soluzioni ''made in Schuco'' impiegate in quest'opera di recupero edilizio come il ''solar cooling'', l'impianto di raffrescamento che sfrutta l'acqua calda prodotta da collettori solari ad elevata efficienza, un impianto di geotermia composto da 7 sonde profonde 80 metri e supportato da collettori solari termici, oltre a un impianto fotovoltaico posizionato sul tetto e capace di soddisfare il fabbisogno energetico dell'intero stabile con una produzione di circa 690.000 kWh all'anno. La pelle esterna dell'edificio e' realizzata con il sistema Schuco E2, la facciata che riesce a unire all'involucro dell'edificio efficienti soluzioni di aerazione con schermature solari ad elevato rendimento energetico.

schuco italiaschuco italiaschuco italia

La facciata e' gestita da un sistema di building automation che interagendo con una stazione meteo collegata a numerosi sensori consente di ottimizzare lo scambio energetico tra l'interno e l'esterno dell'edificio, gestendo la movimentazione sincronizzata delle aperture e dei sistemi di ombreggiatura. Lo sviluppo e le applicazioni tecnologiche impiegate da Schuco hanno permesso all'azienda di far segnare un trend di costante crescita culminato nel 2009 con un fatturato pari a 166 milioni di euro, un saldo positivo del 33% rispetto all'esercizio precedente (124 milioni di euro) e del 76% rispetto al 2007 (94,3 milioni di euro). Sostenendo lo sviluppo della green economy Schuco e' riuscita inoltre a creare significative opportunita' anche in termini d'impiego in un momento di grande crisi economica aumentando del 30% il numero del proprio personale in soli tre anni.


Contributi per chi compra la casa ecologica.

realizzazione impianti fotovoltaici

Dal 15 aprile 2010 60 milioni di euro saranno disponibili per i contributi per l'acquisto di immobili ad alta efficienza energetica. Per gli edifici in classe A, in cui il fabbisogno energetico risulti migliorato del 50% sarà possibile ottenere un bonus di 116 euro per mq, fino a un massimo di 7000 euro. Per gli edifici in classe B che un fabbisogno energetico migliorato del 30% è previsto un contributo di 83 euro per mq di superficie utile fino a un massimo di 5000 euro. La concessione del contributo all'acquirente è subordinata alla presenza dell'attestato di certificazione energetica. I contributi saranno corrisposti per operazioni di vendita di immobili stipulate non prima della data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e non oltre il 31 dicembre 2010.


Traguardi al 2020. Le energie pulite porteranno 60.000
posti di lavori.

realizzazione impianti fotovoltaici

Di qui al 2020 l'industria italiana delle energie rinnovabili potrebbe creare 60.500 nuovi posti di lavoro, considerando gli occupati diretti permanenti (stimati in circa 12.000, di cui 9.000 al Sud), quelli indiretti e l'occupazione temporanea. Si tratta di stime realizzate dall' Osservatorio Energia e Innovazione di Ires-Cgil e si basano sull'incrocio di diverse fonti valutate con l'obiettivo di fornire un quadro interpretativo per le ricadute sull'economia reale del “pacchetto clima energia” europeo 20-20-20. La proiezione, confrontata con il dato attuale (45.000 operatori diretti e 55.000 indiretti) comporta un incremento del 60% degli occupati in 10 anni. Nell'ipotesi più ottimistica l'occupazione italiana lorda nelle rinnovabili potrebbe raggiungere le 250.000 unità, con una predominanza delle biomasse (100.000 addetti) seguite da eolico e fotovoltaico.


Una guida europea per aiutare gli enti pubblici.

realizzazione impianti fotovoltaici

È stata pubblicata una interessante guida che aiuta gli enti locali di tutta Europa a promuovere il solare termico con ordinanze ad hoc come quelle sui regolamenti edilizi. Un lavoro fatto per seguire municipalità, provincie e regioni d’Europa in tutti passi da fare per mettere in pratica misure che promuovano il calore dal sole. Un documento interessante soprattutto per gli esempi concreti in cui si raccontano le buone pratiche già operative nelle varie realtà europee e perché illustra con precisione tutte le procedure che provincie, regioni e comuni devono seguire per operare nel settore. Co-finanziata dalla Commissione europea, l’iniziativa è coordinata anche da Ambiente Italia.


L'Efficienza energetica in ambito domestico.Come iniziare?
L’Unione Europea mette al primo posto l’efficienza energetica nelle sue direttive (“Ridurre il consumo di energia e prevenirne gli sprechi sono un obiettivo prioritario“) ed al secondo lo sviluppo delle risorse rinnovabili (Le energie rinnovabili – energia eolica, solare (termica e fotovoltaica), idraulica, mareomotrice, geotermica e da biomassa – sono un’alternativa fondamentale ai combustibili fossili. In tali linee guida il nucleare ha un coinvolgimento relativamente importante, perché può ridurre parzialmente la CO2 “ciò lo rende interessante sotto il profilo della sicurezza dell’approvvigionamento e della lotta ai cambiamenti climatici. Spetta tuttavia ai singoli Stati membri decidere se intendono ricorrere a questa fonte energetica“. Abbiamo appena disegnato così lo scenario di sviluppo reale (non quello blaterato dai due schieramenti pro e contro nucleare o verdi) della politica energetica dei prossimi anni.

La spesa elettrica in casa.
L’ambito domestico risulta essere particolarmente inefficiente, quindi con la maggior possibilità di ottenere miglioramenti. Con ordine introduciamo alcuni aspetti “storici” di tali consumi. I dati statistici di TERNA parlano di un aumento del fabbisogno di energia elettrica che dal 2004 al 2007 è aumentato del 4,26% (in media circa + 1% su base annua), si esclude il 2008 perché anno della crisi (infatti coincide con una diminuzione dei consumi). Ricostruiamo tale andamento dagli anni ‘60 ad oggi, cercando di carpire cosa sia successo alla spesa elettrica. Con i dati TERNA, per il consumo domestico, uniti a quelli ISTAT, per la popolazione corrispettiva dell’anno, si è costruito il grafico 1.

realizzazione impianti fotovoltaicirealizzazione impianti fotovoltaici

Seguendo questi stessi dati su base nazionale, si deduce il quadro del valore procapite di consumo espresso nel grafico 2.

Efficienza energetica in casa: un esempio concreto.

Nel 2008 abbiamo toccato i 1.147 kWh pro capite. Per capirci meglio, quando sono nato, nel 1975, l’italiano medio consumava 500 kWh e dopo 10 anni erriva a 786 kWh (+57%). Un salto minore è stato fatto nei 10 anni successivi dove nel 1995 si toccano i 999 kWh (+27%). Recentemente, dal 2003, ci siamo stabilizzati attorno i 1.140 kWh, un po’ grazie agli incentivi sugli elettrodomestici di nuova generazione, un po’ per una crescente cultura dell’efficienza energetica decisa a livelli comunitari (specie con la presentazione della nuova politica energetica del 2007). Purtroppo le prospettive sembrano propense a darci un trend crescere (grafico 2). Con una breve equazione lineare di tendenza del quarto ordine (non ufficiale ma personalmente redatta) si può approssimare, continuando con questo andamento, il raggiungimento dei 1.200 kWh nel 2012-2013. Com’è possibile che gli usi domestici siano così alti? … perché crescono? E’ realmente possibile ridurre l’utilizzo d’energia mantenendo o aumentando lo standard qualitativo della vita moderna? Queste sono le domande che spesso sento fare nei convegni o tra i consulti nelle pubbliche amministrazioni (comuni e province). La risposta è un SI. Vediamo come, raccontando l’esperimento riuscito di casa mia. La mia dimora in cui viviamo in 6 persone è un edificio con una superficie di 130 mq + 110 mq di cantina/box auto datata 1974.

realizzazione impianti fotovoltaici

Grafico3.
Ho preso a riferimento i dati della bolletta ENEL del 2005 e li ho confrontati con quelli attuali del 2009. Un primo dato è quello del consumo procapite: nel primo caso risulta essere 1529 kWh nel secondo 1284 kWh. Il miglioramento c’è ed è evidente perché negli anni successivi al 2005 ho imposto cambiamenti negli elettrodomestici. Passiamo da elettrodomestici di classe D a quelli in classe A. Sono stati cambiati: congelatore da 352 litri, lavatrice 5 kg, frigorifero da 267 litri, computer con monitor 19”(uso frequente), televisore 19” tubo catodico, rispettivamente con: congelatore e lavatrice di uguale dimensione, frigorifero da 311 litri, computer con monitor 22” TV LCD, televisione 32” LCD; sempre presenti: aspirapolvere, ferro da stiro, acquario con potenza di lampade da 55+18+18 W e pompa e filtro da 22W, tostapane (uso frequente), forno elettrico (uso 2-3 volte al mese), due notebook 15”; aggiunte nell’anno 2009: plotter A0, server di stampa con monitor 15” TFT, multifunzione (fax/scanner/fotocopiatrice a colori A4), asciugatrice (uso invernale). I benefici, nonostante si sia aumentata la qualità ed abbia installato il mio ufficio dal 2009 in casa, sono evidentissimi! Ho già apportato un cambiamento nell’utilizzo delle attrezzature da ufficio. Con un multiprese a risparmio energetico (fig. 1), dopo essermi accorto (l’importanza dei grafici!) che nei mesi di utilizzo delle nuove attrezzature da ufficio ho mantenuto lo stand-by 24h (notare nel grafico 3 da novembre), conto di ridurre sensibilmente anche questo spreco. Spero di arrivare nei pressi dei 1.000 kWh cambiando nei prossimi 15-20 giorni tutte le lampadine al tungsteno di casa con quelle a LED (fig. 2). Concludo con una reale affermazione: mantenere elettrodomestici inefficienti in funzione equivale a sprecare e lo stesso vale per atteggiamenti indisciplinati (come il caso citato di novembre-dicembre). Non bisogna avere solo mezzi e tecnologia a basso consumo, ma bisogna avere atteggiamenti che riducono gli sprechi nella vita quotidiana!
Fonte: genitronsviluppo.com


Serra Fotovoltaica.

realizzazione impianti fotovoltaici

L’Unione Europea mette al primo posto l’efficienza energetica nelle sue direttive (“Ridurre il consumo di energia e prevenirne gli sprechi sono un obiettivo prioritario“) ed al secondo lo sviluppo delle risorse rinnovabili (Le energie rinnovabili – energia eolica, solare (termica e fotovoltaica), idraulica, mareomotrice, geotermica e da biomassa – sono un’alternativa fondamentale ai combustibili fossili. In tali linee guida il nucleare ha un coinvolgimento relativamente importante, perché può ridurre parzialmente la CO2 “ciò lo rende interessante sotto il profilo della sicurezza dell’approvvigionamento e della lotta ai cambiamenti climatici. Spetta tuttavia ai singoli Stati membri decidere se intendono ricorrere a questa fonte energetica“. Abbiamo appena disegnato così lo scenario di sviluppo reale (non quello blaterato dai due schieramenti pro e contro nucleare o verdi) della politica energetica dei prossimi anni.


Venerdi 18 dicembre Start-up.

montaggio pannelli solari, realizzazione pannelli solari

Venerdi 18 dicembre ore 16:30 La ithrè srl ha organizzato l'evento in occassione dello Start- Up di un impianto fotovoltaico presso il centro sportivo Sporting Club loc. Moio Agropoli. Alla manifestazione sarranno presenti il Sindaco del comune di Agropoli Avv. Franco Alfieri, l'Assessore all'ambiente dott. Antonio Pepe oltre a rappresentanti del mondo creditizio e assicurativo.